Museo del Mare a Catanzaro, Maccarrone: "Un’opportunità per il turismo e la ricerca"

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images Museo del Mare a Catanzaro, Maccarrone: "Un’opportunità per il turismo e la ricerca"


  22 ottobre 2026 20:03

di GIOVANNI MACCARRONE

Nel lontano 1990, durante un viaggio, ho avuto la fortuna di visitare uno degli acquari più affascinanti al mondo, il Museée Océanographique (Museo oceanografico) di Montecarlo, fondato nel 1906 da Alberto I ma diretto per più di trent’anni dall’esploratore francese Jacques-Yves Cousteau. Si trova in un palazzo meraviglioso, tenuto con grandissima cura, all’interno del quale è possibile trovare acquari con migliaia di esemplari marini, sale interattive e attrezzature per le immersioni.

Al ritorno del viaggio ho iniziato a guardare il mare e ho cominciato a vedere non soltanto quello che Catanzaro è oggi, ma anche quello che potrebbe diventare.

In particolare, ho visto qualcosa che mi ha fatto pensare: «Perché non potremmo realizzare anche noi una cosa del genere? Perché Catanzaro Lido non dovrebbe avere un suo Museo del Mare?»

Il quartiere Lido, in effetti, potrebbe nel suo insieme offrire le condizioni per realizzare una realtà di questo genere, soprattutto se l’idea è quella di creare qualcosa che metta in relazione territorio, natura, comunità e nuove opportunità di sviluppo.

A volte, dopo aver conosciuto esperienze realizzate altrove, si torna a casa con uno sguardo diverso: si comincia a vedere il proprio territorio non più soltanto per quello che gli manca, ma per tutto ciò che potrebbe diventare.

La Calabria ha un patrimonio straordinario, spesso ancora poco valorizzato: paesaggi che vanno dal mare alla montagna in pochi chilometri, borghi, tradizioni, saperi locali, biodiversità e un rapporto con la terra che potrebbe diventare il punto di partenza per nuovi modelli di vita e di economia.

Si potrebbe quindi progettare e concretamente realizzare un Museo del Mare a Catanzaro Lido non necessariamente ispirato al Museo Oceanografico di Monaco, con acquari, biodiversità marina, ricerca scientifica e attività turistiche. Non un semplice acquario turistico, ma un luogo in cui il visitatore possa scoprire il mare, mentre ricercatori e università lavorano concretamente per proteggerlo.

Il modello di Monaco è interessante proprio per questo: combina acquari, collezioni scientifiche, percorsi immersivi e conservazione delle specie.

Comunque sia, l’idea non nasce dal nulla. Nel gennaio 2019, un articolo della Gazzetta del Sud documentava l’interesse dell’amministrazione comunale per la realizzazione di una struttura espositiva nell’area del porto, prendendo come riferimento il Galata Museo del Mare di Genova.

Inoltre, Catanzaro dispone già di una realtà dedicata alla memoria marinara: il Museo del Mare all’ombra della Tonnina, inaugurato nel 2018 presso la sede Pacioli dell’Istituto Grimaldi-Pacioli.

Queste esperienze costituiscono un punto di partenza importante. La sfida, oggi, potrebbe essere quella di mettere a sistema le testimonianze esistenti e immaginare una struttura più ampia, accessibile e capace di attrarre visitatori anche da fuori regione

Per questo motivo, il Comune di Catanzaro ha già inserito il Museo del Mare e delle tradizioni marinare tra le iniziative per valorizzare la propria vocazione marittima. In un documento programmatico comunale viene citata anche una previsione d'investimento superiore a 12 milioni di euro per un progetto precedente, per il quale quel documento segnalava perplessità sulla collocazione e sull'impostazione espositiva. Questo non significa che oggi esista un finanziamento confermato per un acquario come quello di Monaco.

Inoltre, nel giugno 2026 il Comune ha comunicato l'approvazione del progetto di fattibilità per il completamento delle opere interne del porto di Catanzaro Lido: un elemento da considerare nella pianificazione di un'eventuale nuova attrazione sul waterfront.

Il punto, quindi, non sarebbe semplicemente costruire un museo tradizionale, ma valutare se sia possibile sviluppare un centro oceanografico con acquario, ricerca, didattica e turismo, ispirato a Monaco oppure al Galata Museo del Mare di Genova ma con una forte identità calabrese.

Il museo potrebbe sorgere in diverse zone, come, ad esempio:

  • Zona porto: da valutare per integrare museo, attività nautiche e turismo.
  • Waterfront e lungomare: per collegare il museo alla passeggiata e alle attività commerciali.
  • Area di Giovino: da studiare con particolare attenzione alla tutela delle dune, dell'ambiente e del paesaggio.

Queste sono ipotesi da verificare con studi urbanistici e ambientali, non aree già individuate ufficialmente per il museo.

Allo scopo, bisogna anche tenere in considerazione i costi. Infatti, come ordine di grandezza puramente preliminare, bisogna tener presente che un semplice Museo marittimo con mostre interattive e piccole vasche prevede un investimento di circa 5–10 milioni €, mentre un Centro marino con acquario importante e laboratori scientifici costa 15–35 milioni €. Se poi si  intende realizzare un Grande complesso oceanografico con acquari monumentali e attrazioni immersive il costo si aggira intorno ai 40–80 milioni € o più.

Gli importi reali dipendono da dimensioni, terreno, impianti di filtrazione, consumi energetici, personale, autorizzazioni e gestione. Il modello di Monaco comprende oltre 6.000 organismi marini e una forte componente scientifica e divulgativa.

Molto opportunamente per realizzare il Museo del Mare a Catanzaro Lido sarebbe quindi opportuno, oltre che necessario:

  1. Preparare uno studio di fattibilità con architetti, ingegneri, esperti di acquariologia ed economia turistica.
  2. Individuare l'area e verificare vincoli, disponibilità dei terreni e compatibilità con il porto e il lungomare.
  3. Coinvolgere Comune, Regione Calabria, università e istituti di ricerca marina.
  4. Individuare fondi europei, regionali, nazionali e possibili partner privati.
  5. Prevedere fin dall'inizio un piano economico per i costi di gestione, non soltanto per la costruzione.

Insomma, per realizzarlo necessita dedicare tempo, energia e costanza. Ma non dimentichiamoci che l’impegno, i sacrifici e la fatica fatti avrebbero un senso e porterebbero a qualcosa di positivo.

Infatti, il progetto potrebbe diventare un polo di riferimento per le scuole, le famiglie, i turisti e la ricerca marina del Mediterraneo.

Inoltre, realizzare un Museo del Mare significherebbe riconoscere al quartiere marinaro un ruolo centrale nella storia e nell’identità della città. Non soltanto uno spazio espositivo, dunque, ma un luogo di incontro, ricerca, formazione e promozione turistica.

La proposta merita di essere rilanciata attraverso un confronto pubblico tra amministrazione comunale, istituzioni culturali, scuole e cittadini. L’obiettivo dovrebbe essere quello di trasformare una risorsa naturale, il mare, in un patrimonio culturale condiviso, capace di generare conoscenza, opportunità economiche e nuove prospettive di sviluppo.

Il mare è parte della storia di Catanzaro. Un Museo del Mare potrebbe diventare uno dei luoghi in cui questa storia viene custodita, raccontata e consegnata al futuro.