Museo delle Ceramiche di Calabria a Seminara. Il 4 luglio la mostra "Da Venezia alla Calabria: la maiolica secentesca di Gerace riscoperta"

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images Museo delle Ceramiche di Calabria a Seminara. Il 4 luglio la mostra "Da Venezia alla Calabria: la maiolica secentesca di Gerace riscoperta"
Particolare a firma di Jacovo Cefali
  18 giugno 2021 18:10

Dal 4 luglio p.v. prenderà il via, presso il Museo delle Ceramiche di Calabria in via Vescovado 35 a Seminara, l'apertura al pubblico della mostra Da Venezia alla Calabria: la maiolica secentesca di Gerace riscoperta, a cura di Mario Panarello, Guido Donatone, Monica De Marco e Vincenzo Cataldo, realizzata con il contributo della Regione Calabria (PAC 2014/2020, Azione 2 Musei) e con la collaborazione di Heritage Malta. L’esposizione - che sarà presentata il prossimo 26 giugno, con una apposita conferenza stampa - partirà dalla produzione veneziana, rappresentata da un gruppo di bocce commissionate all'ultimo seguace del celebre Domenego de Beti, dal Gran Maestro Alof de Wignacourt, per la Sacra Infermeria de La Valletta, e concessi in prestito dal MUZA (National Museum of Fine Arts di Malta), per poi ripercorrere la storia della maiolica di Gerace attraverso oltre quaranta vasi da farmacia databili tra il 1610 e il 1700.

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MUZA, Vaso del corredo Wignacourt

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Tra questi spiccano alcuni dei manufatti realizzati nel 1617 per il corredo del Grande Ospedale di Messina, fondamentali per ricostruire l’attività delle botteghe geracesi. Tra i pezzi più significativi in mostra, due vasi di eccezionale importanza storica, datati e firmati rispettivamente da Jacovo Cefali (1617) e da Alessandro Mandarano (1678), che entreranno a far parte del patrimonio museale. Si tenga presente che l'unico altro vaso noto firmato da Jacovo Cefali si conserva presso Palazzo Abatellis a Palermo.

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La fortuna delle fabbriche geracesi fu decretata da una felice strategia commerciale: riproporre, quando ormai a Venezia la maniera di Domenego era tramontata, schemi decorativi di matrice veneziana ben noti e apprezzati in particolare in Sicilia e a Malta. Non solo una mostra, dunque, ma un'operazione di recupero culturale che finalmente restituisce a Gerace, come fenomeno documentato, una produzione finora spesso erroneamente riferita a Venezia o a Caltagirone.

Jacopo Cefali, Boccia de Grande Ospedale di Messina

Il catalogo della mostra, redatto con la collaborazione di numerosi studiosi e istituzioni museali non solo italiani, traccia la storia del modello decorativo messo a punto a Venezia nella bottega di Maestro Domenego e successivamente ripreso e sviluppato dalle officine di Gerace, soffermandosi sulla figura dello speziale nella Calabria del Seicento. La pubblicazione è costituita da oltre 350 pagine con tavole a colori, in lingua italiana e corredata da abstracts in inglese.

Sarà possibile visitare la mostra che durerà dal 4 luglio al 31 agosto 2021, negli orari di apertura del museo, al momento condizionati dal Dpcm in vigore, che prevede l'accesso nei giorni festivi e prefestivi solo dietro appuntamento. Per i gruppi numerosi, più di sei persone, è richiesta comunque la prenotazione ai seguenti contatti: muceca.segreteria@gmail.com oppure al 3290344621.

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