Narcotraffico nel Vibonese, la difesa chiede l'inammissibilità dell'appello del pm (I NOMI)

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  24 giugno 2026 16:27

di STEFANIA PAPALEO

“Maestrale 3” approda in Corte d'Appello di Catanzaro e l'avvocato Sergio Rotundo torna in campo per sostenere l'inammissibilità del ricorso proposto dalla Procura generale (rappresentata in aula dal sostituto procuratore generale Luigi Maffia) contro la sentenza emessa dal gup, con rito abbreviato, il 9 luglio del 2025 a carico di 7 imputati rimasti coinvolti nel presunto giro di narcotraffico internazionale gestito da clan del Vibonese, con rotte di approvvigionamento che partivano dal Sud America e dall’Albania, con carichi di cocaina, marijuana, eroina e hashish destinati non soltanto al mercato locale ma anche alle piazze del Centro-Nord Italia.

Davanti al presidente Antonio Giglio e ai giudici a latere Carlo Fontanazza e  Maria Rosaria Di Girolamo, il legale ha ribadito stessa motivazione portata avanti nel troncone principale e legata al ritardo con cui era stato depositato il ricorso, peraltro in forma cartacea, come da attestazione di cancelleria, e solo dopo in via telematica. Sulla questione i giudici decideranno il prossimo 21 settembre, data in cui torneranno in aula i 7 imputati che figurano sul banco degli imputati, ovvero Michele Galati, 45 anni, di Mileto (in primo grado condannato a 20 anni di reclusione), Salvatore Ascone, 59 anni, di Limbadi, (5 anni e 8 mesi di reclusione e 24.000 euro di multa), Rocco Ascone, 25 anni, di Limbadi (1 anno e 6 mesi), Armando Galati, 71 anni (2 anni di reclusione), Emanuele Mancuso, 37 anni, collaboratore di giustizia (3 anni e 4 mesi), Francesco Barbieri, 37 anni, di San Calogero (assolto) e Michele Silvano Mazzeo, detto “Stallone“, 54 anni, nato a Seregno e residente a Mileto (assolto).

Al centro della scena ricostruita dalla Dda di Catanzaro, un’organizzazione strutturata e radicata nei territori di Mileto e Zungri, sullo sfondi di episodi estorsivi e coinvolgimenti di noti professionisti per diversi reati ipotizzati dagli inquirenti e contestati dagli avvocati difensori Sergio Rotundo del foro di Catanzaro, Luigi Luppino del foro di Palmi, Antonio CarusoGiuseppe De LucaGiuseppe BagnatoDiego BranciaAntonia NicoliniGiuseppe Di Renzo e Pamela Tassone del foro di Vibo Valentia.


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