Naturium, il biologico come cultura condivisa: territorio, informazione e consapevolezza si incontrano
06 ottobre 2026 12:13Naturium continua a proporsi non soltanto come spazio dedicato all’alimentazione biologica e naturale, ma anche come luogo di incontro tra persone, esperienze e storie legate al territorio. Una dimensione che Giovanni Sgrò, anima del progetto, sottolinea partendo da quanto accaduto nella mattinata, segnata da incontri casuali ma significativi.
«Il progetto culturale Naturium è diventato nel tempo una sorta di incubatore e crocevia di persone che amano il territorio e desiderano approfondire i temi del biologico e dell’alimentazione consapevole», osserva Sgrò. Una realtà nella quale, secondo il promotore, viene superata anche l’idea che il biologico rappresenti necessariamente una scelta riservata a una fascia economicamente privilegiata della popolazione.
Nei punti vendita, racconta infatti Sgrò, si incontrano agricoltori, insegnanti, professionisti, casalinghe e famiglie. Esperienze sociali differenti accomunate, però, da un elemento: la ricerca di maggiore conoscenza rispetto agli alimenti, alla loro provenienza e ai processi che li portano fino alla tavola.
«Il comune denominatore è proprio la conoscenza», sottolinea. «Chi entra da Naturium spesso vuole comprendere ciò che acquista, conoscere i prodotti e approfondire il messaggio che cerchiamo ogni giorno di trasmettere attraverso gli scaffali, la vendita e il rapporto diretto con le persone».
Una filosofia che intreccia inevitabilmente anche il mondo dell’informazione, soprattutto quando questa sceglie di raccontare luoghi, comunità e identità locali. Proprio nella mattinata si è verificato l’incontro tra due giornaliste impegnate da tempo nella narrazione del territorio.
Tra loro Rosy Urso, da anni attiva nell’informazione televisiva locale e nel racconto della Calabria, e Vittoria Camobreco, giornalista e conduttrice di un programma dedicato ai luoghi e alle storie dei piccoli comuni. Un incontro che, secondo Sgrò, testimonia ancora una volta quanto il rapporto tra alimentazione, cultura e territorio possa diventare occasione di confronto e di scoperta.
Non si tratta soltanto di raccontare prodotti, dunque, ma anche di ricostruire le storie che stanno dietro di essi: le persone, le campagne, i paesi, le tradizioni e le nuove sensibilità legate alla qualità alimentare.
In questa rete trovano spazio anche i piccoli produttori locali, come Roberto Galati, che rifornisce Naturium con le produzioni della propria campagna, contribuendo a mantenere diretto il legame tra chi coltiva e chi acquista.
È proprio questo intreccio di relazioni a rappresentare, nelle intenzioni di Naturium, uno degli elementi più significativi del progetto: fare del biologico non semplicemente una categoria commerciale, ma un’occasione per parlare di consapevolezza, conoscenza e valorizzazione delle risorse locali.
Una spesa quotidiana può così trasformarsi anche in un incontro, in una conversazione o nella scoperta di una storia. Ed è forse in questa dimensione, fatta di persone prima ancora che di prodotti, che il territorio continua a trovare nuovi modi per raccontarsi.
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