Naufragio sullo Jonio, la riflessione di Mario Vallone (ANPI Calabria)

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images Naufragio sullo Jonio, la riflessione di Mario Vallone (ANPI Calabria)
Mario Vallone
  18 giugno 2024 11:03

"Ancora una volta le coste calabresi diventano il cimitero per decine di persone in fuga, migranti quasi arrivati alla salvezza a pochi chilometri dalla terra ferma hanno trovato la morte nell’affondamento della misera imbarcazione. I soliti drammatici racconti atroci dei pochi sopravvissuti parlano di quasi 70 dispersi con un numero impressionante di bambini tra 25 e 30. Il pensiero va a quanto successo a Cutro un anno fa, ma soprattutto ripropone la totale inadeguatezza delle politiche governative in tema di immigrazione". 

Lo afferma in una nota Mario Vallone, Coordinatore ANPI Calabria.

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E continua: "Propaganda da una parte, vedi i vergognosi centri di rimpatrio in Albania, dall’altra misure sempre più restrittive e punitive verso l’accoglienza. Non basta e non serve la commozione di una giornata, bisogna impedire questo stillicidio di morti, lo si può fare decidendo subito di non spendere più soldi nella costruzione di lager, muri e fili spinati e potenziare invece i soccorsi in mare. Ci pare doveroso ricordare in queste ore la denuncia accorata dell’Agenzia Onu per i Rifugiati (Unhcr): “Ogni naufragio rappresenta un fallimento collettivo, un segno tangibile dell’incapacità degli Stati di proteggere le persone più vulnerabili”. E’ giunto davvero il momento di dire basta morti in mare". 

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