
La Procura Generale ha chiesto alla Corte d’Appello di Catanzaro cinque condanne nel troncone con rito abbreviato relativo al procedimento penale nato dall’operazione antimafia denominata “Rimpizzo” contro il clan dei Piscopisani (dal nome della frazione Piscopio, nel comune di Vibo Valentia).
In particolare, le richieste di condanna arrivano dopo un precedente annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione e interessano: Giuseppe Salvatore Galati, di 61 anni, detto “Pino il ragioniere”, indicato quale “capo società” del clan dei Piscopisani (chiesti 12 anni); Stefano Farfaglia, di 41 anni, residente a San Gregorio d’Ippona (chiesti 10 anni); Angelo David, di 41 anni, di Piscopio (chiesti 10 anni); Michele Staropoli, di 58 anni, di Piscopio (chiesti 7 anni e 2 mesi); Benito La Bella, di 37 anni, di Piscopio (chiesti 13 anni e 8 mesi). La precedente sentenza della Cassazione ha già accertato in via definitiva l’esistenza del clan dei Piscopisani come associazione mafiosa contestata ad altri imputati le cui pene sono divenute esecutive.
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