
di STEFANIA PAPALEO
"Kleopatra", nome in codice data all'operazione che, per mano della Dda di Catanzaro, ha trascinato sotto accusa ben 53 persone tra boss e picciotti del clan Gallace. Ma è anche l'alias utilizzato nelle chat criptate da Cesare Antonio Arcorace, il 37enne di Locri che si è dato alla macchia ormai dal gennaio 2025 e, dunque, ancora prima del blitz scattato il 18 luglio del 2025 (LEGGI QUI) in diversi luoghi del territorio nazionale (Lazio, Toscana, Sardegna e Lombardia) e all’estero. Così stamattina, in apertura dell'udienza preliminare davanti al gup Marilena Sculco, si è parlato proprio di lui e della sua difesa, con la nomina degli avvocati Vincenzo Sorgiovanni e Giuseppe Gervasi da parte del pm della Dda Debora Rizza, e delle chat criptate SkyEcc, acquisite dalla Francia attraverso un Ordine europeo contro il quale la Procura aveva presentato un ricorso poi impugnato davanti ai giudici della Cassazione che si esprimeranno in merito il prossimo 9 giugno.
Intanto stamattina si è dato comunque il via alle questioni preliminari sollevate dalla difesa degli imputati e sulle quali il gup si pronuncerà all'udienza fissata per il prossimo 18 giugno, data in cui si ritornerà a parlare dell’operatività di un’organizzazione criminale dedita, secondo l'accusa, al narcotraffico internazionale e di matrice ‘ndranghetistica in quanto servente gli interessi della cosca Gallace di Guardavalle, con base direzionale nella provincia di Catanzaro ma con referenti e basi logistiche anche all’estero.
Centinaia gli episodi ricostruiti nelle carte dell'inchiesta rispetto a importazioni di narcotico per oltre 1 tonnellata di cocaina e più di 200 kg. di hashish in Italia e all’estero, messe insieme sulla base delle chat criptate, dalle quali era emersa la figura chiave di un broker calabrese, Vincenzo Pasquino, inserito a pieno titolo ai vertici del locale di di Volpiano e ritenuto “uno dei referenti più grossi della Calabria”, di stanza in Germania. Quindi, grazie alla collaborazione con la D.E.A. e con l’Esperto per la Sicurezza della D.C.S.A. di stanza a Lima (Perù), il 19 settembre 2022 fu sottoposto a controllo un container (proveniente dal Perù) giunto al porto di Trieste e al cui interno furono rinvenuti e sequestrati circa 100 kg di cocaina.
Da lì l'arresto di 9 persone a luglio del 2025 e la successiva chiusura indagine che ha fatto lievitare il numero degli attuali imputati a 53. Ad affiancarli nella difesa, gli avvocati Antonio Ludovico, Francesco Iacopino, Vincenzo Cicino, Guido Contestabile, Luca Cianferoni, Salvatore Staiano, Peppe Fonte, Sergio Rotundo, Vincenzo Sorgiovanni, Eleonora Ferrillo, Alfredo Arcorace, Gianpaolo Balzarelli, Angela Porcelli, Giuseppe Milicia, Mauro Ruga e Giuseppe Gervasi.
GLI IMPUTATI
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