'Ndrangheta, la Diocesi: "Polsi è un luogo di preghiera non di riunioni di boss"

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  27 giugno 2024 17:21

"Mentre a Polsi si lavora per rendere sempre più decoroso ed accogliente il Santuario per i tanti fedeli che hanno ripreso i loro pellegrinaggi, ancora una volta si è costretti ad assistere a trasmissioni televisive che continuano a denigrare questo luogo, meta annuale di migliaia di sinceri devoti alla Madonna, qui venerata col titolo di Madre del Divin Pastore. A che pro riproporre servizi e interviste che sanno di minestra riscaldata. Cui prodest? A chi giova rivedere per la millesima volta lo stesso filmato girato davanti alla Chiesa di Prisdarello? Forse alla stessa 'ndrangheta e agli 'ndranghetisti che vedendosi riproposti in Tv si sentiranno importanti e famosi?". Lo scrive la Diocesi di Locri-Gerace in una nota. Il santuario è tradizionalmente indicato come luogo di riferimento simbolico della mafia calabrese dove ogni anno si riunirebbero i capi famiglia.

"La Chiesa di Locri-Gerace con il suo Pastore, monsignor Francesco Oliva, e più in generale tutta la Chiesa calabrese, in questo momento - si fa rilevare - a parte le normali attività pastorali, è impegnata in prima linea nell’opera di accoglienza dei migranti che riescono ad arrivare vivi sulle coste della regione, è impegnata a consolare i superstiti e a seppellire i morti. Ebbene, difronte a questa e ad altre impellenti questioni, la Chiesa di Locri-Gerace deve vedersi costretta ancora una volta a ribadire, per i sordi che non vogliono sentire, che la 'ndrangheta è il male, che gli ndranghetisti vivono fuori dalla comunione con la Chiesa, che il Santuario di Polsi è luogo di fede e di preghiera". Nella nota si fa rilevare che "proprio nei giorni scorsi il Rettore, don Tonino Saraco, ha scritto una Lettera aperta (sarà sfuggita alla trasmissione in questione) con la quale ha reso note alcune iniziative e le opere in corso di realizzazione, “per rendere il nostro Santuario decoroso ed accogliente”. Si è iniziato con la cura e la pulizia degli spazi esterni ed interni al luogo sacro, per prevenire la dispersione o l’accumulo dei rifiuti, gli incendi e altri possibili danni. Il Rettore - si fa rilevare ancora - ha descritto i lavori di ristrutturazione delle stanze e dei servizi igienici e quelli di manutenzione della Casa del Pellegrino. A breve avrà inizio la pavimentazione della Via Crucis, un’opera di grande pregio artistico e di una bellezza straordinaria, si vuole completarla per il Giubileo del 2025. L’evento giubilare - continua il comunicato - è un’occasione unica per ravvivare la devozione mariana con pellegrinaggi e altre attività che riguardano anche la realtà sociale (ma questo non interessa a certe trasmissioni). Sono in programma due eventi speciali: la Peregrinatio Crucis in tutta la diocesi e nelle diocesi vicine con la “Croce fiorita” di Polsi, ritrovata in questa valle da un pastorello più di mille anni fa. E sempre per l’anno giubilare saranno accolti a Polsi migliaia di giovani per un loro Pellegrinaggio speciale. Inoltre sono in cantiere altre iniziative mirate alla creazione di nuove opportunità lavorative. A tal proposito, va ricordato che in collaborazione con la Caritas diocesana, presso il Santuario sono stati assunti due ex detenuti, per dare loro una possibilità di riscatto e di integrazione sociale. Questi fatti evidentemente interessano poco.
   “Il Santuario ci appartiene – ha detto don Tonino Saraco- e tutti dobbiamo fare la nostra parte, per renderlo sempre uno spazio di ristoro spirituale e di preghiera”. La Madonna di Polsi, Madre del Divin Pastore, - è la conclusione - ci accompagni e guidi i nostri passi verso un mondo migliore".

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