
di STEFANIA PAPALEO
Restano in carcere i tre presunti appartenenti alla cosca Catarisano accusati di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Saverio Ciambrone, cl. '64 di Gimigliano, e Salvatore Montesano, cl. '95 di Catanzaro, non hanno convinto il gip Gilda Danila Romano della loro estraneità ai fatti contestati dalla Procura, sostenendo anche di non essersi mai conosciuti. Così l'istanza di scarcerazione avanzata nel loro interesse dall'avvocato difensore Antonio Ludovico è stata rigettata, così come per il terzo indagato, Angelo Mazza, cl. '96 di Borgia, che, secondo una diversa strategia difensiva scelta per lui dall'avvocato Isabella Camporato, si era avvalso della facoltà di non rispondere. Decisione contro la quale ora si potrà presentare ricorso davanti al Tribunale della Libertà per tentare almeno di alleggerire la misura cautelare in atto.
Al centro dell'indagine, portata avanti dal sostituto procuratore Debora Rizzo, una serie di episodi di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso a danno di imprenditori operanti nei territori di Borgia e località limitrofe che, in maniera coraggiosa, hanno denunciato tutto ai carabinieri, permettendo così di fare cadere nella rete della Dda i loro tre presunti "aguzzini".
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A supporto delle dichiarazioni delle presunte vittime, ci sono stati riconosocimenti fotografici, captazioni ambientali e filmati estrapolati dai sistemi di videosorveglianza installati nei luoghi in cui sarebbero stati commessi i fatti.
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