“Non mandate via Tanapo”: la Commissione nazionale concede la protezione speciale. Potrà restare in Italia

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  13 giugno 2026 14:17

 

CATANZARO – Si chiude con un esito positivo la vicenda di Komalmoudou Tanapo, cittadino del Mali da dieci anni residente a Catanzaro e dipendente del lido Frontemare, al centro nelle ultime settimane di una vasta mobilitazione civile e sociale.
La Commissione nazionale per il diritto di asilo, dopo aver avviato il procedimento di riesame della posizione amministrativa e aver convocato l’interessato a Roma per essere ascoltato personalmente, ha accolto in pieno le argomentazioni difensive contenute nella memoria, corredate da corpose indagini difensive, presentata dai suoi legali Valentina Macrì e Francesco Iacopino - quest’ultimo presente con lui nella capitale per sostenerlo nell’audizione, insieme ai suoi angeli custodi Valentina e Massimiliano, che in questi mesi gli sono stati vicino con costanza e affetto - riconoscendo la sussistenza dei presupposti per la concessione della protezione speciale.
Nel provvedimento, l’Autorità nazionale ha valorizzato in modo decisivo il percorso di integrazione sociale e lavorativa maturato da Tanapo nel corso degli anni in Italia, ritenendo dimostrato un radicamento stabile e significativo nel tessuto della comunità locale.
Nel bilanciamento tra le esigenze richiamate a tutela dell’ordine pubblico e la condizione personale dell’interessato, la Commissione ha ritenuto prevalente il profilo dell’inserimento sociale e umano, tale da giustificare il riconoscimento della protezione speciale e, conseguentemente, la permanenza in Italia.
Una decisione che pone fine a una vicenda che aveva suscitato ampia partecipazione e una spontanea gara di solidarietà, sintetizzata dallo slogan: “Non mandate via Tanapo”.

Il messaggio di Tanapo
In questo momento tanto atteso, vorrei condividere la mia gioia e rivolgere il mio ringraziamento a Filippo Mancuso e Gianmichele Bosco per il loro interessamento umano oltre che istituzionale, ad Assunta Mancuso sempre vicina nei momenti più difficili come una figura materna, al prof. Antonio Saturnino per gli insegnamenti e i valori trasmessi, e a tutta la comunità del Frontemare, alla quale sono profondamente legato.
Ringrazio i miei datori di lavoro Pino e Massimiliano, Valentina per la perseveranza e la determinazione in questa campagna per la giustizia e la mia dignità, i miei colleghi e le loro famiglie, gli avvocati Valentina Macrì e Francesco Iacopino.
Un ringraziamento speciale va allo staff dello studio legale Iacopino e, in particolare, alle avvocate Paola Castellana e Maria Jiritano e alla dott.ssa Valentina Isabella, che hanno sostenuto la mia causa con grande umanità e straordinaria professionalità.


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