“Non sono mai tornata indietro” in concorso al Biografilm Fest di Bologna

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images “Non sono mai tornata indietro” in concorso al Biografilm Fest di Bologna

"Un lavoro di qualità - ha dichiarato il Commissario straordinario della Fondazione Calabria film Commission, Anton Giulio Grande  - che nelle mani della regista racconta una storia densa di contenuti"

  08 giugno 2022 11:44

 Il documentario “Non sono mai tornata indietro”, opera prima di Silvana Costa, prodotto da Nacne, in collaborazione con Home Movies - Archivio nazionale del cinema di famiglia, con il supporto della Fondazione Calabria Film Commission e del M.I.C., è stato selezionato in concorso al Biografilm Fest di Bologna nella sezione Biografilm Italia. Il lungometraggio sarà proiettato domenica 12 giugno alle ore 21, presso il Cinema Lumiere - sala Scorsese e sarà poi disponibile anche sulla piattaforma di MYmovies, dal 14 al 17 giugno. Alla presentazione in anteprima internazionale saranno presenti la regista e i produttori insieme ad altri membri della troupe.  

“”Non sono mai tornata indietro” si presenta come un lavoro di qualità - ha dichiarato il Commissario straordinario della Fondazione Calabria film Commission, Anton Giulio Grande  - che nelle mani della regista racconta una storia densa di contenuti. Un punto di vista che fa riflettere attraverso la forza delle immagini”.
 
Un film interamente realizzato da donne per una storia che ha per protagonista la vita di una donna, Iolanda Pascale. Il documentario racconta la storia di Iolanda, una delle ultime testimoni di un’usanza arcaica e impietosa: la cessione di bambine provenienti da famiglie contadine povere a famiglie benestanti, affinché venissero vestite e sfamate in cambio del loro lavoro in casa o in campagna. Iolanda era la ragazza che ha lavorato per 36 anni a servizio per la famiglia della regista, prima di fuggire in Canada. Era una persona di famiglia ma con un ruolo subalterno, un ruolo liminare che oscillava tra l'amore e l'odio, tra ribellione e accettazione. In un viaggio a ritroso nel tempo la regista ricostruisce insieme alla sua vecchia tata il lungo percorso fisico e ideale che le ha separate per più di 30 anni. Tra aneliti di libertà e legami inscindibili riprende vita una “micro-storia” che racconta il nostro Paese, le sue molteplici culture e il tentativo di superarle per rivendicare la propria autodeterminazione.

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