
di GABRIELE RUBINO
Novità dello stadio? In pubblico non molte, nel sottofondo sì. I lavori di riqualificazione del ‘Nicola Ceravolo’ sono, oggettivamente, in ritardo. Questo è pacifico, così come è pacifico che la percezione del ritardo sia fatalmente influenzata dagli annunci precedenti. Per la Curva Ovest, inizialmente, si parlava di fine lavori entro ottobre. A seguito della ‘vicenda’ agostana della bonifica da ordigni bellici (la famigerata BOB), il termine è slittato di un mese. Primo dato: scordatevi che entro la fine di novembre sarà disponibile la Capraro.
Il nuovo cronoprogramma è stato aggiornato stamattina. Non nel corso di una conferenza stampa, ma durante il sopralluogo congiunto fra Comune, società e ditte incaricate dei lavori. La strategia decisa dal sindaco Fiorita è semplice e, in fondo, dettata dal buon senso: non fissare date definitive, ma aggiornare di settimana in settimana lo stato di avanzamento. Per questo ha parlato dell'avvio dei lavori per le fondamenta, sia della Curva sia della copertura della Tribuna centrale.
Ma qual è la nuova prospettiva teorica, ossia se tutto dovesse andare bene e non ci fossero ulteriori intoppi? In astratto, e con tutte le cautele del caso, lo stadio potrebbe essere completato attorno al 20 dicembre. L'esecuzione dei lavori, tuttavia, non rappresenta l'ultimo passaggio: occorre infatti procedere al collaudo. Per quanto riguarda la Curva Ovest, sempre nella versione più ottimistica, si potrebbe riuscire a completarla entro il 27 dicembre, in tempo per la partita casalinga con l'Empoli, oppure entro metà gennaio, in occasione della sfida con il Cesena. Ipotesi, ribadiamo, che non contemplano ulteriori e tutt'altro che improbabili intoppi.
Per la Tribuna centrale, il sindaco ha assicurato che non dovrebbe esserci il rischio di perdere il finanziamento PNRR. I lavori potrebbero quindi concludersi anche prima di quelli della Curva Ovest. Più lontano, invece, l'orizzonte per la copertura degli altri due settori della Tribuna.
Da queste parti si era detto che la pazienza dovesse ragionevolmente contemplare almeno l'intero girone d'andata. Non perché si amino i gufi, ma perché i lavori pubblici in Italia funzionano male. E questo è quanto.
Nulla esclude che i tempi possano allungarsi ulteriormente. Finora gli ostacoli sono stati la BOB, un'interferenza con la rete Enel e una con una condotta idrica. Poi c'è la questione delle questioni: la frizione con la ditta Mirabelli, aggiudicataria dell'appalto più consistente. L'azienda contesta il progetto predisposto da Sportium, operatore scelto da Comune e società. La cifra in discussione è di circa 600 mila euro, curiosamente pari all'ammontare del ribasso. Finora il Comune ne ha riconosciuti circa 200 mila. Probabilmente si arriverà a una controversia e, se necessario, all'apposizione di riserve.
Potranno sembrare tecnicismi, ma sono dinamiche all'ordine del giorno in qualsiasi appalto pubblico. Tecnicismi e resistenze che producono un risultato ben preciso: ritardi, appunto. Per questo, tornando alle aspettative, sarebbe stato preferibile maggiore flessibilità negli annunci sulle date. Anche perché, nel panorama nazionale dei lavori sugli stadi, non si registrano semplicemente settimane o mesi di ritardo: i ritardi sono spesso la norma. E sono di anni. Per restare all'attualità, il progetto del nuovo San Siro, di cui si parla da oltre un decennio, soltanto in queste ore ha prodotto il primo vero ‘rendering’. E parliamo di Milan, Inter e Comune di Milano.
C'è poi un altro aspetto: i rapporti fra Comune e società. La stessa gestazione della conferenza stampa odierna è stata tutt'altro che pacifica. Anche lo slittamento dell'incontro va letto come un braccio di ferro, al limite dello sgarbo.
Ci può stare che l'US Catanzaro 1929 lamenti i ‘danni’, i minori incassi e le rimostranze della Lega per la qualità delle riprese televisive. Meno normale è che un privato, che per l'utilizzo dello stadio paga semplicemente un ticket, possa indire un incontro con i giornalisti per parlare di un appalto pubblico relativo a una struttura di proprietà esclusiva del Comune.
Fra fotografie di striscioni e sedute, si è capito che il clima è parecchio teso. In ogni caso, le novità sullo stadio, a oggi, sono queste.
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