
Ci sono momenti in cui bisogna fermarsi un attimo e guardare indietro.
Non per contare quante cose si sono fatte, ma per capire quanto cammino c’è stato.
Nel 2027 saranno dieci anni dal mio primo grande percorso di installazioni.
Ho deciso di anticipare questo appuntamento e cominciare a raccontarlo già da oggi.
Quello che segue non vuole essere soltanto un curriculum.
È una parte della mia storia.
Una storia fatta di ferro, acciaio, piazze, luoghi, persone, donazioni, mostre, incontri e soprattutto di tanta perseveranza.
Perché una fiamma può accendersi in un momento.
Ma tenerla accesa per dieci anni è un’altra cosa.
E forse è proprio lì che il fare può trasformarsi in un faro.
Questo è il mio viaggio.
2017 → 2027
Il ferro che diventa storia.
INTRODUZIONE
Vitaliano Loreti, in arte Nuccio Loreti, nasce a Catanzaro. Artista e artigiano, ha costruito il proprio percorso attraverso la lavorazione del ferro e dell’acciaio, trasformando la materia in forme, figure e storie.
La sua ricerca nasce da un rapporto istintivo e continuo con il metallo. Come ama raccontare, non è stato lui a inseguire il ferro: è stato il ferro a inseguire lui.
Nel corso degli anni ha sviluppato una visione personale della scultura, fondata sul dialogo tra materia, spazio e vuoto. La sua poetica si riconosce in particolare nei concetti di “interferenza” e “mosaico metal 3D”, elementi distintivi di un linguaggio in costante evoluzione.
Dal 2017 al 2027 il suo percorso comprende installazioni permanenti, donazioni, esposizioni, partecipazioni a eventi culturali, collaborazioni con istituzioni e associazioni, oltre alla realizzazione di premi e opere destinate a luoghi pubblici e privati.
La sua attività non si è limitata al laboratorio: Loreti ha portato la scultura nelle piazze, nei chiostri, nei musei, nei quartieri, negli ospedali e nei paesi, trasformando il fare artistico in uno strumento di dialogo con il territorio.
IL PERCORSO ARTISTICO
2017 — Petrus e l’inizio di un nuovo cammino
Il 28 settembre 2017 viene installata “Petrus” presso il Chiostro del Complesso Monumentale San Giovanni di Catanzaro, nell’ambito del Festival d’Autunno e della presentazione del libro Ulisse in Italiadi Armin Wolf.
Il 18 novembre dello stesso anno l’opera viene successivamente installata presso il Chiostro di Palazzo De Nobili, su iniziativa dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Catanzaro.
Nel 2018 “Petrus” torna protagonista a Catanzaro Lido, in occasione del Magna Graecia Film Festival, e successivamente presso il Chiostro San Giovanni, nell’ambito della mostra dedicata a Escher.
L’opera inaugura così un percorso destinato a svilupparsi attraverso luoghi, contesti e pubblici differenti.
2019–2021 — La scultura entra nella città
Il 6 dicembre 2019 viene installata “Vitulus” nell’area antistante Il Cavatore.
Nel 2020 Loreti ottiene un importante riconoscimento internazionale con l’installazione permanente della scultura “Donna” presso il Giardino dell’artista Gordon, a Los Angeles.
Nello stesso anno realizza una scultura dedicata al Maestro Saverio Rotundo, destinata alla Galleria dell’Abbandono, e presenta diverse opere presso il Dada Museum di Montauro.
Nel 2021 il percorso prosegue con nuove installazioni e donazioni. Opere come “Vitulus”, “La Pantera”, “U Pruppu”, “L’Aquila”, “Caretta Caretta”, “Tartaruga” e “Il Rispetto” entrano in differenti contesti urbani e culturali.
La scultura inizia così a dialogare sempre più intensamente con la città, il mare, l’ambiente e la memoria dei luoghi.
2022–2023 — Arte, memoria e comunità
Nel 2022 Loreti dona “Daria, la vita” al reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Azienda Ospedaliera Dulbecco – Presidio Pugliese.
Nello stesso anno realizza e dona al Comune di Catanzaro “Donna in rosso”, collocata nel Parchetto Durante in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Nel 2023 vengono installate permanentemente le opere “Guerrieri d’oggi e di domani” in Piazza Matteotti, attraverso una donazione deliberata dal Comune di Catanzaro.
Sempre nel 2023 “Petrus il Cavallo Bianco” partecipa al percorso artistico di Odissea Museum presso Palazzo Gagliardi, a Vibo Valentia, promosso dalla Rete Museale Regionale.
2024 — Espansione della ricerca e nuove collaborazioni
Il 2024 è caratterizzato da un’intensa attività espositiva e progettuale.
Loreti presenta le proprie opere in diversi contesti della Calabria, partecipando a installazioni, mostre collettive, collaborazioni culturali e realizzazioni di opere-premio.
Tra le principali sedi figurano il Bar Imperiale, la Yogurteria Cuore e Panna, il Comune di Catanzaro, SPOX Soverato, Crimasso Art Gallery, Pentone e il MUSMI di Catanzaro.
Partecipa inoltre alla mostra collettiva “Disobbedite”, omaggio a Michela Murgia, patrocinata dal Comune di Catanzaro.
Nello stesso anno realizza opere e trofei destinati a importanti iniziative culturali e gastronomiche, tra cui il Premio Cineteca per Pop Art Award, i premi per la Cena Straordinaria, il Premio Marco Cavallo e l’Eagle Trophy.
Quest’ultimo viene presentato come ospite d’onore alla XIV Mostra Nazionale dell’Arte Bonsai presso il MUSMI di Catanzaro.
2025 — La materia diventa racconto
Nel 2025 la ricerca artistica di Loreti prosegue attraverso nuove esposizioni, collaborazioni e interventi sul territorio.
Espone presso la Camera di Commercio di Catanzaro, realizza il premio Catanzaro Nostra e partecipa al XXX Premio We Build – Divisione 12 Calabria Magna Grecia del Kiwanis Distretto Italia-San Marino.
Nello stesso anno dona “I Droni” al Museo di Zagarise.
Ad agosto presenta “Interferenze – Lupo della Sila” a Taverna.
A settembre partecipa al Festival d’Arte “Liberi di scegliere” a San Pietro Magisano, realizzandone anche il premio.
Il 27 ottobre installa “I Due Guerrieri” in Piazza Matteotti a Catanzaro.
Il 25 novembre realizza una nuova donazione e installazione di “Donna in rosso” presso il Comune di Catanzaro.
2026 — Le storie prendono forma
Il 2026 apre una nuova fase della ricerca artistica.
Loreti presenta “Shoah” a Gimigliano, realizza “Sospeso”, dedicato al piccolo Domenico, e “Vento laterale”, dedicato alla città di Catanzaro.
Partecipa al World Art Day e, l’8 maggio, realizza “Scatto Rosa” in occasione del Giro d’Italia.
Nel luglio 2026 prende parte alla mostra “Frammenti d’Assoluto”, ospitata presso il Chiostro San Domenico di Taverna.
A Gimigliano presenta “Silhouette di donna”, il 10 agosto, nell’ambito delle iniziative de La Nuova Calabria.
Il 13 settembre 2026, presso la località Pietra di Iozzu a Gimigliano, presenta “3 metri di Iozzu”, un’opera nata dall’incontro tra ferro, memoria, luogo e racconto.
Attraverso opere come questa, la ricerca di Loreti approfondisce il rapporto tra scultura e narrazione, dimostrando come una storia possa diventare parte integrante della materia.
UN’ARTE RADICATA NEL TERRITORIO
Nel corso degli anni Nuccio Loreti non si è limitato a realizzare sculture: ha cercato di farle vivere.
Le sue opere sono entrate nelle piazze, nei chiostri, nei quartieri, sui lungomari, nei musei, negli ospedali, nei luoghi della cultura e nei paesi.
Ha donato opere e realizzato premi. Ha collaborato con istituzioni, associazioni e realtà culturali. Ha raccontato il territorio attraverso gli animali, le persone, la memoria, l’ambiente e le vicende della comunità.
La scelta di rimanere a Catanzaro e in Calabria rappresenta un elemento centrale della sua identità artistica. È qui che Loreti ha costruito il proprio percorso, trasformando il legame con i luoghi in una fonte costante di ispirazione.
DIECI ANNI DI PERSEVERANZA
Considerato nel suo insieme, il percorso dal 2017 al 2027 rivela una dimensione che va oltre il numero delle opere realizzate: la continuità.
Per dieci anni Loreti ha continuato a lavorare, sperimentare, creare, installare, donare e raccontare.
Non sempre con grandi mezzi e non sempre sostenuto da strutture consolidate, ma con una convinzione divenuta nel tempo sempre più forte.
Una fiamma può accendersi in un giorno. La perseveranza, invece, deve alimentarsi ogni giorno.
È questo il significato più profondo del suo percorso: dimostrare che la costanza può trasformare un gesto individuale in un messaggio capace di raggiungere gli altri.
Non si tratta soltanto di dire: “Guardate ciò che ho fatto”.
Si tratta piuttosto di affermare:
«Se continuate a fare ciò in cui credete, anche quando il cammino è lungo, il vostro fare può diventare qualcosa capace di illuminare anche gli altri.»
DAL FARE AL FARO
Il percorso di Nuccio Loreti può essere letto come una trasformazione progressiva:
prima il fare;
poi il continuare a fare;
quindi il credere nel proprio fare;
infine, forse, il trasformare quel fare in un punto di riferimento.
In un faro.
Un faro non serve soltanto a chi lo costruisce. Serve a chi passa, a chi cerca una direzione, a chi teme di non farcela e a chi possiede una storia da raccontare, ma non ha ancora trovato il coraggio di darle forma.
Per questo i dieci anni di Nuccio Loreti non rappresentano soltanto un anniversario. Rappresentano un messaggio rivolto a chiunque scelga di perseverare nella propria ricerca.
CONCLUSIONE
La storia artistica di Nuccio Loreti è la storia di una materia trasformata in linguaggio, di un territorio trasformato in racconto e di una passione trasformata in presenza.
Dal ferro e dall’acciaio sono nate figure, simboli e memorie. Dal lavoro quotidiano è nata una continuità. Dalla continuità è maturata una visione.
E quella visione oggi può diventare un punto di riferimento per gli altri.
Non è la fiamma di un momento a fare la differenza.
È la perseveranza che, nel tempo, trasforma il fare in un faro.
Vitaliano Loreti – Nuccio Loreti
Artista dell’acciaio
Catanzaro – Calabria
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797