Nuova Genesi: "Paradosso di Catanzaro: quando il patrimonio non diventa valore"

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  30 maggio 2026 19:14

Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa di Pino Ruggiu, componente del direttivo

Esiste un vecchio detto popolare che fotografa millenni di occasioni mancate: "Dio dà il pane a chi non ha i denti". Se esiste una città nel panorama turistico contemporaneo che incarna perfettamente questa amara verità, quella è Catanzaro. Una tendenza all'immobilismo che, tuttavia, trova oggi una forte e autorevole voce di contrasto nel movimento politico "Nuova Genesi". Da sempre attento, propositivo e radicato nelle dinamiche di sviluppo della città, il movimento - il cui direttivo è formato da alcuni dei più validi e stimati professionisti del capoluogo - ha deciso di lanciare una sfida culturale e urbanistica. 

L'idea nasce da una proposta concreta e di ampio respiro studiata da chi scrive (Pino Ruggiu, componente del direttivo), da sempre in prima linea per il riscatto economico e d'immagine del territorio.

Se affermo che la nostra città si trova in una posizione geografica straordinaria, sospesa tra un mare cristallino e coste mozzafiato a ridosso di montagne uniche, mi direte che scopro l’acqua calda. Tuttavia la nostra bellissima Catanzaro possiede un inventario strategico di asset che farebbero la fortuna di qualunque destinazione turistica globale: storia, cultura, una gastronomia identitaria e panorami senza pari.

Eppure, la promozione e l'accoglienza soffrono da sempre di una carenza cronica, quasi sistemica. Sembra che sul nostro tanto vituperato capoluogo pesi una sorta di paralisi decisionale, passata e presente, che colpisce chiunque si trovi ad amministrarlo. Manca la capacità di assumere posizioni nette, di fare scelte coraggiose e definitive.

L'eterno dibattito irrisolto sull'isola pedonale permanente ne è la prova lampante: si naviga a vista, preferendo lo status quo al cambiamento.

Bellavista: un balcone d'élite ridotto a parcheggio

C'è un luogo simbolo di questa miopia collettiva, un asset dal valore inestimabile che viene quotidianamente svalutato: la balconata di Bellavista. Già il nome dovrebbe essere un manifesto programmatico, una promessa di bellezza per il viaggiatore e per il cittadino.

Invece, guardando la realtà dei fatti, basta passarci in qualsiasi momento della giornata per constatare una verità mortificante: uno dei punti panoramici più straordinari della regione è ridotto a un banale, grigio parcheggio a cielo aperto.

Ogni giorno poco più di una ventina di automobili infestano e soffocano quello spazio. Ma ci vogliamo rendere conto che, per pura pigrizia, abbiamo barattato una risorsa economica, sociale e turistica unica in cambio di una manciata di posti auto? È il trionfo del degrado urbano sulla valorizzazione strategica.

Il vero problema non è la mancanza di alternative, ma la nostra assuefazione al brutto. Ci siamo abituati a non vedere le potenzialità di ciò che il buon Dio ci ha regalato.

Proviamo per un attimo a cambiare prospettiva e a guardare bene l’immagine di fantasia pubblicata: la Bellavista che Catanzaro merita davvero.

Una visione che il turismo internazionale darebbe per scontata: zero auto e spazio alle persone, con una pavimentazione di pregio restituita ai cittadini e ai visitatori. Un salotto urbano sospeso nel vuoto, fatto di tavolini, ombrelloni coordinati, persone che chiacchierano, si rilassano e consumano un aperitivo davanti a un panorama mozzafiato. Un'attrazione turistica permanente capace di generare indotto per le attività commerciali locali, creando occupazione, decoro e richiamo internazionale.

Una soluzione logistica immediata e a costo zero

Ovviamente l'obiezione classica dei burocrati e dei pigri è sempre la stessa, un grande classico della resistenza al cambiamento: "E i residenti dove parcheggiano?". Una finta problematica.

La soluzione è già lì, pronta, ma incredibilmente inutilizzata. Proprio sotto la balconata sappiamo tutti che sorge un ampio parcheggio dotato di ascensore. Basterebbe un semplice atto di volontà politica: offrire la sosta gratuita o fortemente agevolata in questa struttura ai residenti, che oggi occupano uno dei lati della strada di Bellavista.

È un'operazione logistica elementare, un perfetto accordo con vantaggi reciproci, dove i residenti parcheggiano agevolmente le proprie auto al sicuro e la città si riprende il suo gioiello più prezioso.

Inoltre, per realizzare questa indispensabile iniziativa, non sarebbe neanche necessario demolire alcun palazzo esistente, né tanto meno costruire nuove e impattanti strutture: è tutto già pronto per l’uso.

Non possiamo continuare a rassegnarci. La rigenerazione urbana e il rilancio turistico di Catanzaro devono partire dalla consapevolezza dei suoi stessi abitanti.

Se facessimo un sondaggio oggi, quanti di voi sarebbero disposti a lottare per vedere Bellavista trasformata da parcheggio degradato a salotto della città?

È il momento di pretendere decisioni forti. Liberare Bellavista non è solo un banale intervento di viabilità, è l'inizio di una vera e propria rivoluzione culturale e noi di Nuova Genesi faremo di tutto per tenere alta l’attenzione.

Serve a smettere, finalmente, di essere la città che ha il pane, ma si rifiuta di mangiarlo.


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