
di CARLO MIGNOLLI
Un’opera attesa da decenni entra in una fase decisiva. Si è aperto questa mattina, alla Cittadella regionale di Catanzaro, il dibattito pubblico sul completamento della nuova “Strada della Magna Grecia”, il progetto destinato a ridisegnare il collegamento lungo la fascia ionica calabrese tra Catanzaro e Reggio Calabria.
Un appuntamento che segna l’avvio del confronto con territori, amministrazioni locali e portatori di interesse dopo anni di ipotesi progettuali rimaste spesso ferme. La nuova infrastruttura riguarda uno dei tratti più delicati della Statale 106 Jonica, una strada per lungo tempo associata a un elevato numero di incidenti e conosciuta tristemente come “strada della morte”.
Alla conferenza stampa hanno partecipato, in collegamento video, il vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, l’amministratore delegato di Anas Claudio Andrea Gemme, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, il responsabile Anas per la Calabria Luigi Mupo e il direttore tecnico Anas Luca Bernardini.
Sul tavolo ci sono quattro alternative progettuali elaborate dai tecnici, con differenti soluzioni di tracciato e stime economiche che variano tra i 7 e i 12 miliardi di euro. Nei prossimi mesi saranno valutati costi, caratteristiche tecniche, impatto ambientale e ricadute sui territori coinvolti.

Il ministro Matteo Salvini ha sottolineato l’importanza del confronto pubblico come passaggio fondamentale prima della scelta definitiva del progetto: “Le quattro alternative che sono state presentate dovranno essere valutate guardando ai costi, ma soprattutto all’utilità dell’opera, all’impatto sui territori e al vantaggio per la mobilità”, afferma Salvini. “Parliamo di investimenti importanti, con cifre che possono oscillare tra 7, 10 e 12 miliardi di euro, ma la priorità deve essere costruire un collegamento capace di migliorare concretamente gli spostamenti e lo sviluppo della Calabria”.
Il ministro ha poi ricordato gli interventi già avviati lungo la fascia ionica: “Ci sono cantieri aperti per circa 4 miliardi di euro. L’obiettivo è arrivare fino a Reggio Calabria, completando un asse strategico che parte da Taranto, attraversa Sibari, Crotone e Catanzaro e arriva verso il cuore della Calabria”. In merito al coinvolgimento delle comunità locali, Salvini aggiunge: “Da quando sono ministro non abbiamo mai voluto imporre decisioni dall’alto. Prima di scegliere bisogna ascoltare sindaci, cittadini e territori interessati”.
Il ministro ha poi evidenziato il valore strategico dell’intervento: “Nelle ultime leggi di bilancio abbiamo messo risorse concrete sulla 106. Servono progetti pronti, finanziabili e realizzabili, perché senza progettazione anche i finanziamenti rischiano di rimanere soltanto sulla carta”. Salvini ha richiamato anche il tema della sicurezza stradale: “Quando sono arrivato al ministero la 106 aveva ancora la nomea della strada della morte. Voglio che possa diventare una strada capace di raccontare la bellezza della Calabria, valorizzando i territori attraversati e riducendo il numero delle vittime”.

L’amministratore delegato di Anas Claudio Andrea Gemme ha definito l’avvio del confronto un momento importante per il futuro dell’infrastruttura: “Questo dibattito pubblico era molto atteso. Con il presidente Occhiuto e con il ministro Salvini abbiamo lavorato affinché si arrivasse a questo passaggio”, dichiara Gemme. “Parliamo della nuova 106 della Magna Grecia, un progetto che prevede il completamento di 184 chilometri, di cui circa 140 in nuova sede”.
L’amministratore delegato Anas ha spiegato che gli investimenti previsti per la Calabria saranno molto rilevanti: “Nel complesso arriveremo a cifre molto importanti. Una parte significativa delle risorse è già impegnata e stiamo lavorando per portare avanti un’opera strategica per il territorio”. In merito alle soluzioni progettuali, Gemme precisa: “Le alternative saranno valutate attraverso il confronto pubblico. Le ipotesi principali riguardano un tracciato più vicino alla costa e uno più interno. La scelta dovrà tenere conto dei tempi di realizzazione e delle caratteristiche del territorio”.
Il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha definito la giornata un passaggio storico per il completamento della Statale 106: “È un lunedì molto importante. Negli ultimi anni sulla 106 sono stati fatti passi avanti significativi, con 3 miliardi e 800 milioni di euro reperiti attraverso risorse dello Stato”, afferma Occhiuto.
Il governatore ha ribadito il proprio auspicio sulla configurazione finale dell’opera: “Mi auguro che possa essere realizzata una strada a quattro corsie, così da superare definitivamente le criticità che hanno caratterizzato per anni questo collegamento. Per tanti anni ci sono state solo parole, adesso si producono i primi fatti. Avviare dunque il dibattito pubblico e concluderlo nei tempi giusti, avanzare nel livello di progettazione significa avere più possibilità di reperire risorse. È questo uno degli obiettivi che vorrei darmi in questa legislatura: concludere questo step e trovare le risorse per aggiungere ai tre miliardi e 800 milioni”.
In merito al ruolo della Regione, Occhiuto dichiara: “Il mio compito è rappresentare gli interessi della Calabria. Ho riconosciuto gli investimenti fatti sulla 106, ma continuerò a chiedere attenzione anche sugli altri grandi interventi infrastrutturali necessari per avvicinare la regione al resto del Paese”. Il presidente ha poi richiamato il tema dell’alta velocità ferroviaria: “Il collegamento fino a Praia Mare può permettere un importante risparmio nei tempi di percorrenza verso Roma. La progettazione esiste, ora bisogna lavorare per trovare le risorse necessarie”.

Luigi Mupo, responsabile Anas per la Calabria, ha ricordato il lungo percorso che ha portato all’apertura del dibattito pubblico: “Finalmente affrontiamo un tratto che negli anni ha ricevuto meno attenzione rispetto ad altre parti della Ionica”, dichiara Mupo. “Abbiamo già importanti cantieri in corso e ora dobbiamo ragionare sulle alternative per il collegamento tra Catanzaro e Reggio Calabria”.
Le quattro ipotesi presentate prevedono differenti corridoi progettuali: “Tre soluzioni si sviluppano lungo due principali direttrici: una più interna e una più vicina alla costa. Ogni alternativa presenta vantaggi e criticità che dovranno essere analizzati insieme al territorio”, spiega. In merito alle prossime tappe, Mupo aggiunge: “Entro la fine dell’anno contiamo di individuare l’alternativa da approfondire. Successivamente lavoreremo al progetto di fattibilità tecnico-economica, compatibilmente con le risorse disponibili”.
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