Nuova Statale 106, Bruno (Tridico Presidente): "Opera strategica irrinunciabile"

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  17 agosto 2026 10:42

 «La nuova Statale 106 è un’opera strategica della quale la Calabria e i calabresi non possono più fare a meno. Non possiamo accettare che i diversi lotti vengano finanziati e realizzati a distanza di dieci o quindici anni l’uno dall’altro. Anas ha compiuto passi importanti, ma la 106 non è ancora una dorsale continua: restano lunghi tratti inadeguati e pericolosi, incompatibili con il diritto alla mobilità e con le esigenze di sviluppo della regione».

Lo afferma il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, intervenuto a Pagliarelle alla manifestazione “Sulla strada dei minatori – Tra passato e futuro”, nel settantesimo anniversario della tragedia di Marcinelle.

«Parlare della nuova 106 in una manifestazione dedicata ai minatori assume un significato particolare. Ricordare quei lavoratori significa riflettere sulla dignità e sulla sicurezza del lavoro e sul diritto a non essere costretti a lasciare la propria terra. La sicurezza riguarda le miniere e i cantieri, ma anche le strade: poter raggiungere senza rischiare la vita un ospedale, una scuola o un luogo di lavoro».

La Catanzaro-Crotone rappresenta per Bruno un passaggio fondamentale: «Parliamo di circa 44 chilometri a doppia carreggiata, suddivisi in sei lotti, per un investimento di circa 2,6 miliardi. Cinque lotti sono stati aggiudicati da Anas nel 2025 e si è entrati nella progettazione esecutiva. Bisogna vigilare affinché alle procedure seguano rapidamente i cantieri e tempi certi».

Bruno richiama quindi il lavoro svolto quando guidava la Provincia di Catanzaro: «Nel 2018 proponemmo la variante della Statale 106 tra Soverato e Guardavalle, sul modello del collegamento Simeri Crichi-Crotone. Insieme con la Provincia di Crotone, Fabio Pisciuneri e i Comuni lavorammo per modificare un progetto che, così come concepito, appariva difficilmente realizzabile. Le due Province approvarono gli atti per chiederne la revisione e il finanziamento. Con Anas avviammo inoltre un confronto per la Soverato-Guardavalle e segnalammo le criticità da affrontare subito, a partire dagli innesti di Santa Caterina dello Ionio».

«Una grande infrastruttura non deve soltanto attraversare il territorio, ma renderlo accessibile, collegando i centri costieri con quelli collinari e montani e servendo le aree interne. La Catanzaro-Crotone, però, non può rimanere un’opera isolata. A nord bisogna completare il collegamento fino a Sibari, al centro trasformare rapidamente i progetti in cantieri e a sud assumere decisioni chiare sulla Catanzaro-Reggio. Soverato e Guardavalle non possono diventare un altro anello mancante».

Per Bruno, il confronto sulle alternative individuate da Anas per la tratta meridionale non può limitarsi ai costi: «Bisogna valutare sicurezza, qualità del tracciato, accessibilità dei Comuni e possibilità del futuro raddoppio. Dopo decenni di attesa non si può scegliere una soluzione minima, destinata a diventare presto insufficiente. La Regione deve sostenere davanti al Governo e ad Anas il completamento dell’intera dorsale, ottenere le risorse mancanti e definire un cronoprogramma verificabile».

Con l’avvio dei cantieri, Bruno richiama infine legalità e lavoro: «L’opera dovrà essere impermeabile alle infiltrazioni criminali, con controlli rigorosi sui subappalti, trasparenza e sicurezza. A Pagliarelle vive una comunità di minatori e lavoratori specializzati che opera nelle grandi infrastrutture in Italia e in Europa e spera di tornare a lavorare in Calabria. Un plauso alla Fillea Cgil, che mantiene acceso un faro su queste realtà importanti. La nuova 106 deve creare occupazione qualificata e diventare una dorsale moderna e sicura, restituendo alla Calabria ionica il diritto allo sviluppo».