Nuovo ospedale a Catanzaro, Tallini boccia Germaneto: "Antieconomico e su area alluvionale"
09 maggio 2026 09:27di MIMMO TALLINI*
Sulla localizzazione del nuovo ospedale di Catanzaro bisogna avere le idee chiare e ricercare le soluzioni più opportune, le più condivise possibili, nell’esclusivo interesse della città. Con grande spirito costruttivo e auspicando una collaborazione tra istituzioni, mi permetto di anticipare parte delle conclusioni a cui sta giungendo un qualificato team di esperti e tecnici che da molte settimane sta lavorando, in maniera totalmente disinteressata, per analizzare costi/benefici delle due opzioni sul tappeto: rigenerazione e potenziamento del “Pugliese-Ciaccio”, costruzione ex novo di una piastra nell’area del Policlinico a Germaneto.
Si tratta di un contributo che, con tanto di rappresentazione grafica, sarà presentato all’opinione pubblica e presentato ufficialmente al presidente della Regione, al commissario per l’edilizia ospedaliera, al sindaco di Catanzaro, al presidente della Provincia, al commissario dell’Azienda “Dulbecco”. In attesa ovviamente di capire l’effettiva disponibilità dei finanziamenti e il numero dei posti-letto assegnati a Catanzaro, anche alla luce di quanto è stato programmato per il nuovo Policlinico di Cosenza.
I costi economici e gli effetti a lungo termine
I costi per la collettività non sono solo quelli per la realizzazione di un’opera, che per Germaneto sarebbero altissimi, ma anche quelli indiretti che la città subirebbe in caso di desertificazione della parte centro-nord. Sono costi elevatissimi che inciderebbero pesantemente sul benessere collettivo con conseguente degrado urbano e sociale e deprezzamento immobiliare, scoraggiando gli investimenti privati e creando disagi per le attività economiche locali.
L’area di Germaneto è alluvionale e ad elevato rischio idraulico
campus e Policlinico sorgono su un’area alluvionale alla convergenza di due piccole aste torrentizie (Murano e Pardizzi) assoggettata a problematiche di rischio idraulico che rappresentano un elemento di pericolosità ancora irrisolto, come attestato dagli studi della stessa Autorità di bacino che ha classificato, anche nell’ultima revisione del Piano Stralcio per Assetto Idrogeologico (PAI) del 2024, parte significativa dell’area del campus universitario a rischio idraulico elevato, assoggettandola a vincoli severi. L’area è delimitata a monte da rilievi collinari argillosi, morfologicamente instabili, senza contare l’esigenza di complesse ricerche archeologiche che già hanno determinato gravi ritardi anche nell’esecuzione della nuova strada statale. Inoltre la natura alluvionale dei terreni ha comportato l’impiego di fondazioni profonde (pali di grandi diametro) nell’esecuzione di tutte le principali opere (policlinico, facoltà di giurisprudenza, cittadella regionale, ecc.) incidendo notevolmente sui costi di esecuzione. Non dimentichiamo che anche il Policlinico, pur più giovane del “Pugliese-Ciaccio”, è una struttura che non risponde ai criteri fissati dalla legge dopo il terremoto dell’Aquila.
La rigenerazione urbana per un nuovo modello di ospedale
Ben diversa la situazione dell’area del “Pugliese-Ciaccio” che si sviluppa su un fronte dominante la stretta di Catanzaro al punto da consentire di godere nelle giornate limpide della vista dei due mari (Jonio e Tirreno) e su cui non risulta alcun vincolo di rischio idraulico o rischio frana. Senza contare che tutta l’area è di patrimonio pubblico. Il mantenimento dell’attuale localizzazione del presidio ospedaliero nell’area del Pugliese Ciaccio consentirebbe di limitare il consumo di suolo e di recuperare il patrimonio edilizio esistente, coerentemente ai più moderni indirizzi normativi, comunitari, nazionali e regionali, di rigenerazione urbana e territoriale tramite uno sviluppo urbano sostenibile.
Attraverso la rigenerazione dell’intera area, con una riqualificazione funzionale dei 60.000 metri quadrati esistenti e la realizzazione di due soli nuovi corpi, il “Pugliese-Ciaccio”, opportunamente collegato al Parco della Biodiversità, potrebbe diventare un HUB modello, in grado di ospitare anche le nuove tecnologie. Con un costo nettamente inferiore a quello necessario per la soluzione Germaneto.
Il ruolo decisivo del maxi-parcheggio multipiano e della viabilità
La soluzione “Pugliese-Ciaccio” non può prescindere da un nuovo e più funzionale sistema della sosta e della viabilità. Il maxi parcheggio multipiano progettato dalla Provincia nell’area compresa tra il presidio Ciaccio e il Parco della Biodiversità, capace di 850 posti auto, rappresenta la risposta più efficace alla domanda che proviene dal territorio. Oltre a prevedere la pista elisoccorso, il maxi parcheggio risulterebbe assai utile anche a servizio dello stadio “Ceravolo” e delle stesse attività del Parco. Per favorire ulteriormente l’integrazione tra “Pugliese-Ciaccio” e Policlinico universitario, diventa indispensabile realizzare la strada di collegamento tra la tangenziale ovest, all’altezza di Sant’Antonio, e Germaneto. Un tratto di pochi chilometri che consentirebbe di collegare tra di loro in pochi minuti i due principali presidi e la stessa ex Villa Bianca nel quartiere Mater Domini. Tale strada diventerebbe anche una valida alternativa per l’entrata e uscita dalla città in caso di blocco della galleria del Sansinato.
Il dibattito pubblico sulle due ipotesi in campo
Da questa delicata scelta, che sicuramente spetta alle istituzioni non devono essere esclusi i cittadini. Esiste lo strumento del “Dibattito Pubblico” che è un percorso di informazione e dialogo, in merito alla realizzazione di un’opera o infrastruttura in un determinato territorio, che coinvolge la comunità che lo abita, i cittadini e le cittadine, i soggetti che propongono l’intervento, i portatori di interesse e le istituzioni. L’obiettivo è da una parte fare sì che i cittadini siano informati in maniera completa sul progetto, dare loro la possibilità di esprimere il loro parere, di fare domande, sollevare aspetti critici o avanzare proposte; dall’altra, consentire a progettisti e proponenti di disporre di una chiave di lettura nuova, inedita, e di arricchire e approfondire la riflessione sul progetto
*già Presidente del Consiglio Regionale della Calabria
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