Nuovo Ospedale Catanzaro, l'associazione Petrusinu Ogni Minestra: "Basta visioni condominiali"

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Foto d'archivio

  08 aprile 2026 12:36

"La realizzazione del nuovo Ospedale di Catanzaro dovrebbe essere scevra da visioni “piccole” e condominiali ma al contrario avere una logica ampia e condivisa, la questione è di fondamentale importanza non solo per la città, ma per l’intera Calabria. Un’infrastruttura sanitaria moderna, efficiente e all’altezza delle esigenze attuali non può essere pensata esclusivamente in funzione di una sola parte della città e di un territorio ristretto. Il nuovo ospedale di Catanzaro, per vocazione, dimensione e servizi, è destinato a rappresentare un presidio sanitario di riferimento regionale. Proprio per questo motivo la sua collocazione deve rispondere a criteri di accessibilità ampia, concreta e inclusiva". Lo scrive in una nota l'Associazione Culturale "PETRUSINU OGNI MINESTRA" di Catanzaro. 

"Quando negli anni sessanta fu realizzato il “Pugliese” l’estensione territoriale di Catanzaro era ben definita tra Bellavista e Pontegrande. L’area su cui sorse il nuovo nosocomio era poco urbanizzata e decongestionata. Inoltre ogni località calabrese aveva un presidio sanitario territoriale. A distanza di sessanta anni il mondo è cambiato, Catanzaro si è di fatto spostata verso il mare, la maggior parte dei catanzaresi abita tra Sala e Lido e, addirittura, una grande fetta ha spostato la propria residenza nei comuni rivieraschi limitrofi alla città. Gli spostamenti dalle due coste, jonica e tirrenica, sono agevolate da un sistema viario moderno grazie alla realizzazione della S.S.280 e la nuova 106. Spostarsi da Marcellinara, da Montepaone, da Amato o da Soverato verso il Capoluogo e in particolare verso la sua area direzione è comodo e avviene in una dozzina di minuti.

Basterebbero queste osservazioni per stabilire dove fare il nuovo ospedale. Invece una piccola parte della città continua a tenere in ostaggio la stragrande maggioranza dei catanzaresi e dei calabresi. Chi lo dice che devono essere una decina di consiglieri comunali, che magari abitano nel perimetro del Pugliese, a stabilire dove si debba realizzare l’ospedale regionale? Siamo certi che la maggior parte dei catanzaresi vuole un ospedale moderno e facilmente raggiungibile anche con mezzi pubblici come la metropolitana.

È indispensabile che la struttura venga realizzata in un’area facilmente raggiungibile non solo dai cittadini catanzaresi, ma da tutti i calabresi. Ciò significa garantire collegamenti viari efficienti, prossimità alle principali arterie di comunicazione e, possibilmente, integrazione con sistemi di trasporto pubblico adeguati. A tal proposito si potrebbe chiedere alla Regione Calabria la realizzazione della strada veloce Tangenziale Ovest – Sansinato che era in progetto quando si era pensato di realizzare la cittadella regionale nell’area dell’ex Cementificio di Viale de Filippis.  

Una scelta diversa rischierebbe di compromettere l’efficacia stessa dell’investimento, creando disagi per migliaia di utenti provenienti da ogni parte della regione e aumentando le disuguaglianze nell’accesso alle cure.

I nostri rappresentati politici continuano ad avere una visione paesana della città e non una visione ampia. Chi lo dice che se si realizza il nuovo ospedale regionale in una zona facilmente raggiungibile la parte nord muore? Il Pugliese è talmente grande che potrebbe essere tranquillamente riconvertito. Si potrebbe lasciare un presidio sanitario dotato di pronto soccorso e dei poliambulatori, oppure si potrebbe realizzare un ospedale pediatrico, in Calabria manca e in Italia i posti letto pediatrici sono inferiori alla media europea. Il Pugliese ripensato come ospedale pediatrico IRCSS potrebbe essere il più grande d’Italia e attrarre pazienti anche dal bacino del Mediterraneo. E ancora, il Pugliese potrebbe diventare un centro grandi ustionati, in Calabria manca e nel sud ce ne sono pochi a vantaggio delle regioni settentrionali. Oppure, riprendendo una proposta dell’Associazione Cara Catanzaro, si potrebbe realizzare un campus universitario dove trasferire i corsi di laurea umanistico/giuridici e si creerebbero anche le condizioni per ospitare nuovi corsi di laurea attualmente mancanti nel nostro Ateneo, visti gli enormi spazi a disposizione. Un secondo Campus stile anglosassone, vista la sua naturale integrazione col Parco della Biodiversità.

Invitiamo, pertanto le istituzioni competenti a valutare con attenzione e responsabilità ogni aspetto legato alla localizzazione del nuovo ospedale e alla riconversione del Pugliese, ponendo al centro il diritto alla salute e la necessità di garantire servizi sanitari realmente accessibili a tutti. La sanità calabrese ha bisogno di scelte lungimiranti: la posizione del nuovo ospedale di Catanzaro è una di queste". 


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