Oltre il tunnel della dipendenza, la storia di Domenico e il lavoro silenzioso dell’“Unità di Strada” della 'Zarapoti'

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  18 giugno 2026 18:48

Come quella di Domenico, 33 anni, di Sellia Marina. La sua è la testimonianza viva di come un servizio di frontiera possa fare la differenza tra il perdersi per sempre e il ritrovare la propria vita. Domenico ha iniziato da giovanissimo, “per gioco da ragazzino con le canne”, racconta, fino a scivolare in un vortice oscuro e pesante: l’eroina e la cocaina. Dopo la tragica perdita dei genitori, quel baratro è diventato totale: “Non riuscivo più ad uscirne perché ne ero diventato dipendente... fino a farmi arrivare a perdere tutto”.

L’incontro, poi, che cambia il destino. Grazie alla segnalazione e al cuore della stazione dei Carabinieri di Sellia Marina, Domenico entra in contatto con il Ser.D. e con gli operatori dell’Unità di Strada della Cooperativa Zarapoti.

“Ho intrapreso un percorso insieme a loro, io li definisco i miei ‘Angeli’, perché grazie a loro sto riprendendo la mia vita in mano”, scrive Domenico in una lettera densa di commozione e gratitudine. “Devo ringraziarli perché sono persone molto umili, competenti, si spendono molto per i ragazzi/e che aiutano, sono sempre pronti a tenderti la mano, ad ascoltarti, a farti capire che la vita è meravigliosa, che vali e meriti molto di più che buttare la tua vita dietro questa dipendenza orribile”.

Oggi Domenico lavora, è fiero dell'uomo che è diventato e, guardandosi allo specchio, ripete a sé stesso una frase che gli dà la forza di non voltarsi indietro: “Mi reputo pulito, ma mai guarito”. Dalla sua ritrovata libertà, lancia un messaggio potente ai ragazzi che ancora si trovano in quel circolo vizioso: “Non pensate di essere deboli, siete forti, non buttate la vostra vita così, vivete la vita. Non abbiate timore di cercare aiuto”. E conclude con una citazione che stringe il cuore: “Se ti droghi ti capisco, perché il mondo ti fa schifo; se non lo fai ti ammiro, perché sei in grado di combatterlo”.

Quella di Domenico è una delle due straordinarie vittorie che l'équipe della Zarapoti – composta da 5 professionisti contrattualizzati e 2 volontari – ha celebrato quest'anno: ragazzi strappati alla dipendenza e reinseriti felicemente nel mondo del lavoro.

Il servizio non si ferma. L’Unità di Strada è pronta ad affrontare l’estate 2026, il periodo più delicato per il consumo e l'abuso di sostanze e alcol tra i giovani. Da giugno a settembre, per tre notti a settimana, il camper della Cooperativa presidierà i luoghi della movida per fare informazione, prevenzione stradale e supportare chiunque si trovi in difficoltà.

“Il nostro obiettivo – spiegano gli operatori della Zarapoti – è intercettare precocemente il disagio. Agganciare una persona significa fare un immenso lavoro per portarla alla consapevolezza che il problema esiste e può essere curato. L’auspicio è che sul territorio nascano altre unità di strada a supporto dell'unica esistente: solo una presenza costante e capillare dove il disagio si sviluppa può salvare altre vite.”


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