
Immaginate di dover camminare con un peso invisibile che, ad ogni passo, diventa più schiacciante. Non è fatto di libri o quaderni, ma di parole taglienti, silenzi isolanti e sguardi che feriscono. È questa la sensazione che gli studenti delle classi seconde dell’Istituto Comprensivo “V. Vivaldi” hanno potuto "toccare con mano" durante un intenso incontro di formazione dedicato alla prevenzione del bullismo e del cyberbullismo, che ha visto come protagonisti gli studenti delle classi seconde della Scuola Secondaria di I grado. L'evento, nato dalla sinergia tra la scuola e la Polizia di Stato, ha offerto un approccio multidisciplinare grazie alla presenza di due figure chiave: l’Ispettore Marco Lamanna della Divisione Anticrimine e la dott.ssa Pingitore, psicologa della PS, esperta in dinamiche giovanili.
Il peso del silenzio: un’attività pratica di impatto.
L’incontro con le classi è iniziato con un’attività laboratoriale ideata per rendere tangibile ciò che spesso resta invisibile. Attraverso una dinamica di gruppo guidata dalla psicologa, alcuni studenti sono stati invitati a "indossare" simbolicamente il peso delle vessazioni. L'obiettivo era far comprendere fisicamente e psicologicamente quanto possa diventare insostenibile il carico emotivo per chi subisce bullismo. Vedere i propri compagni faticare sotto il "peso" delle parole e dei gesti negativi ha generato un silenzio colmo di riflessione in platea, trasformando un concetto astratto in un’esperienza di profonda condivisione. Un laboratorio di umanità, dove le domande degli alunni hanno trovato risposte non solo nei codici, ma soprattutto nell’analisi dei sentimenti e delle dinamiche di gruppo.
Legalità e Psicologia a confronto.
L’incontro si è poi snodato lungo due binari intrecciati imprescindibilmente tra di loro:
Il dialogo con gli esperti
La parte finale della mattinata è stata dedicata al dibattito. Gli alunni hanno rivolto numerose domande agli esperti, dimostrando una curiosità non banale: dai dubbi su come segnalare un profilo falso alle strategie per aiutare un amico in difficoltà. "L'istituto Vivaldi vuole garantire un uso responsabile e critico del Web," ha sottolineato la Dirigente Scolastica Maria Antonietta Crea. "Incontri come questo servono a ricordare che dietro ogni profilo c’è una persona reale e che la libertà digitale finisce dove inizia il rispetto per l'altro." L'iniziativa si è conclusa con l'impegno, da parte dei ragazzi, di farsi portavoce di una "cultura della gentilezza" sia tra i banchi di scuola che nelle piazze virtuali dei Social Network. L’IC “V. Vivaldi” ribadisce così la sua missione: formare non solo utenti esperti, ma cittadini digitali capaci di scegliere, ogni giorno, la gentilezza al posto della prevaricazione.
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