Omofobia, la riflessione di Ventura: “Approvare subito la legge Zan”

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images Omofobia, la riflessione di Ventura: “Approvare subito la legge Zan”
Sabatino Nicola Ventura
  06 giugno 2021 18:28

di SABATINO NICOLA VENTURA*


“Le attitudini personali e l’orientamento sessuale, dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella,
nella giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e transfobia, non possono costituire motivo per aggredire, schernire, negare il rispetto dovuto alla dignità umana, perché laddove ciò accade vengono minacciati i valori morali su cui si fonda la stessa convivenza democratica” ”La giornata è l’occasione per ribadire il rifiuto assoluto di ogni forma di discriminazione e di intolleranza e, dunque, per riaffermare la centralità del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”….”La società viene arricchita dal contributo delle diversità. Disprezzo, esclusione nei confronti di ciò che si ritiene diverso da sé, rappresentano una forma di violenza che genera regressione e può spingere verso fanatismi inaccettabili.La ferita inferta alla singola persona offende la libertà di tutti. E purtroppo non sono pochi gli episodi di violenza, morale e fisica che, colpendo le vittime, oltraggiano l’intera società…”.

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Frasi importanti e da condividere pienamente. Sono una qualità alta in questa Italia, che registra, spesso, ignoranza, abbrutimento ed esaltazione di disvalori, avolte anche disumani.  

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Torno all’argomento centrale.

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Bisogna registrare, purtroppo, che gli attacchi omofobi sono in crescita. Le minacce subite dalle persone Lgbtqi(lesbiche, gay, bisessuali, transgender) sono negli ultimi tempi più che raddoppiate. Sono anche, e di molto, aumentati il mobbing e le discriminazioni sui posti di lavoro. Sono da registrare atti di scherno verso persone disabili.

L’episodio vile di offesa e di disprezzo, di chiara matrice omofoba, che nei giorni scorsi ha subito un nostro concittadino, è da registrare quale grave episodio di discriminazione, e merita di essere severamente stigmatizzato.

Le istituzioni, elettive, la scuola, i partiti, le associazioni nei diversi campi, hanno il dovere morale e civico di informare sui gravi episodi di discriminazione ed offesa ai quali sono sottoposti tanti cittadini. Ma soprattutto il dovere di educare al rispetto di tutti (tutti siamo diversi).

Il grave episodio di Catanzaro mi sprona a parlare del disegno di legge che ha quale primo firmatario il senatore Alessandro Zan. È una proposta sottopostaall’iter Parlamentare: “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”.

La proposta di legge, ritengo, debba essere molto sostenuta. La sua, mi auguro, approvazione, sarà un contributo concreto, non parolaio, al rafforzamento del diritto di cittadinanza.

Il ddl Zan punta a introdurre norme che prevedono pene a punizione degli atti di discriminazione e aggressività per motivi fondati sul sesso, sul genere, sulle tendenze sessuali, sull’ identità di genere e sulla disabilità. Il disegno di legge considera e prevede una serie di nuovi reati, e anche alcune classificazioni giuridiche, che sono quelle elencate nel primo articolo del proposto: sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere. Quest’ultima formulazione è la più criticata (è il riconoscimento della percezione che ha ogni persona di sé in quanto maschio, femmina o altro, a prescindere del suo sesso di nascita o dalle mutazioni avvenute, anche chirurgiche. Questa affermazione, rifiutata da alcuni, è già presente nelle norme internazionali, anche nel dare seguito ai trattati sui diritti umani. Basta prendere atto del nostro contesto europeo.

Si pone, dunque, con urgenza la necessità che l’Italia preveda apposite norme.

Non è più rinviabile contrastare le situazioni che più di consueto riguardano persone Lgbtig, per come rilevato dalle Nazioni Unite: violenze, torture, pestaggi, uccisione mirate.

Il nostro ordinamento dovrà, pertanto conformarsi agli obblighi internazionali peraltro sottoscritte dall’Italia.

L’11 marzo 2021 il parlamento europeo ha adottato una determinazione con la quale riconosce il diritto sulproprio territorio alla libertà di mostrare pubblicamente il personale orientamento sessuale e la propria identità di genere. L’Italia ha l’”obbligo” di adeguarsi. La proposta di legge è un riconoscimento, purtroppo tardivo, di diritti fondamentali, e la contemporanea previsione di sanzioni per chi viola il mondo Lgbtqi.

In Calabria, penso, dovrà essere avviata una campagna di corretta informazione, anche per denunciare le falsità che la Lega e Fratelli d’Italia utilizzano per contrastare la legge, che invece merita di essere rapidamente approvata.

*Già Consigliere Comunale e provinciale 

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