Oncologia Mater Domini, il dg trova i rinforzi per evitare la chiusura ma il primario storce il naso

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L'Universita Magna Graecia di Catanzaro
  01 agosto 2019 17:08

di GABRIELE RUBINO

La carenza di personale sta mettendo a dura prova la possibilità di garantire i servizi negli ospedali e nelle strutture sanitarie calabresi. Nel catanzarese, fra i reparti a rischio c’è Oncologia dell’azienda ospedaliero universitaria Mater Domini. Il primario, nei giorni scorsi, ha messo per iscritto la proposta di far cessare l’attività di degenza ordinaria, preservando la funzionalità del Day Hospital e la specialistica ambulatoriale. Secondo i dati forniti dall’azienda, i posti letto attivati in regime ordinario risultano essere 6, mentre sono 4 quelli in Day Hospital.

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Nelle scorse ore, il direttore generale facente funzioni della Mater Domini Giuseppe Giuliano ha preso in mano la situazione con una doppia mossa. Innanzitutto, l’assunzione a tempo determinato che prenderà servizio a partire da lunedì. In secondo luogo, stipulando con l’Asp di Catanzaro una convenzione per prendere in prestito personale specializzato in oncologia dall’ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme. In buona sostanza, per evitare buchi nella turnazione necessaria a garantire l’attività della degenza ordinaria arriveranno, a richiesta della Mater Domini, i rinforzi dal presidio lametino.

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A quanto pare, nonostante le contromisure adottate dal dg Giuliano si è instaurato una sorta di braccio di ferro con il primario di Oncologia. Quest’ultimo non sarebbe ancora soddisfatto. Nelle scorse ore avrebbe inviato una nuova nota sostenendo che i nuovi innesti non garantirebbero la “qualità” (non si parla più di quantità) assistenziale precedente, riproponendo la chiusura del reparto. La cessazione dell’attività di degenza ordinaria difficilmente sarà ratificata perché l’ultima parola spetta proprio a Giuliano che ritiene sufficienti il medico assunto e la convenzione con l’Asp.     

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