
Il tema del caldo estivo e dei possibili disagi nelle scuole, in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico, deve essere affrontato con equilibrio, responsabilità e piena consapevolezza delle competenze Istituzionali; lo afferma Alfredo Silipo, segretario generale della Cisl Scuola Magna Grecia CZ KR VV.
Il calendario scolastico è infatti una prerogativa delle Regioni. Sono dunque le Giunte regionali, qualora si verifichino condizioni straordinarie legate alle alte temperature e tali da compromettere la salute e la sicurezza di studenti e lavoratori, a poter valutare eventuali deroghe o modifiche alle date già stabilite.
Le valutazioni devono essere compiute dagli organi Istituzionali regionali competenti, in collaborazione con gli enti locali e con i soggetti preposti alla tutela della salute e della sicurezza.
Individuare con chiarezza i livelli di responsabilità è fondamentale per evitare che le decisioni vengano rimpallate da un’istituzione all’altra, senza riconoscere quali siano gli organismi effettivamente chiamati a intervenire.
Ogni eventuale decisione di posticipare l’inizio delle lezioni deve tenere conto dell’obbligo di garantire la regolarità dell’anno scolastico e lo svolgimento dei 200 giorni di lezione.
Lo spostamento della data di avvio delle attività didattiche comporterebbe, infatti, la necessità di recuperare le giornate non svolte a settembre. Tale recupero potrebbe incidere sul calendario delle vacanze natalizie o pasquali, oppure determinare un prolungamento delle lezioni fino al mese di giugno.
Il rispetto dei 200 giorni rappresenta una garanzia della regolarità dell’anno scolastico e della continuità del percorso formativo degli studenti. Per questa ragione, ogni ipotesi di modifica del calendario deve essere valutata considerando tutte le conseguenze organizzative e didattiche.
Il dibattito sul posticipo dell’inizio delle lezioni rischia di riproporre, in senso opposto, le polemiche già emerse nel mese di giugno sul termine delle attività didattiche. In quella fase si discuteva dell’opportunità di concludere le lezioni il 10 giugno, evidenziando come un periodo di vacanza troppo lungo potesse creare difficoltà organizzative per molte famiglie.
A settembre il problema viene sostanzialmente rovesciato: si chiede di rinviare l’inizio delle lezioni perché le temperature sono elevate. In entrambi i casi, tuttavia, non è sufficiente concentrarsi su un singolo aspetto senza considerare l’intero equilibrio del calendario scolastico e le esigenze degli studenti, delle famiglie e del personale.
Le lezioni, sostiene il Segretario Generale Alfredo SILIPO, devono poter iniziare e svolgersi nella piena regolarità, affinché gli studenti possano affrontare un anno scolastico sereno e ordinato.
Questo obiettivo deve essere perseguito senza sottovalutare le situazioni concrete di disagio. Qualora le condizioni climatiche rendano effettivamente insicuro o impraticabile lo svolgimento delle attività, le Regioni devono essere invitate a effettuare le verifiche necessarie e, ove ne ricorrano i presupposti, a valutare eventuali deroghe.
La tutela della salute degli studenti e dei lavoratori deve rimanere una priorità, ma deve essere perseguita attraverso decisioni ponderate, assunte dagli organismi competenti e fondate su verifiche puntuali.
Accanto alle eventuali misure straordinarie, è necessario affrontare il problema con interventi strutturali sugli edifici scolastici.
L’introduzione di sistemi di climatizzazione, refrigerazione e ventilazione può contribuire a mitigare gli effetti delle giornate più calde e a garantire condizioni di maggiore comfort all’interno delle aule.
Oltretutto, non sembrano sussistere le condizioni per proporre il ricorso generalizzato alla didattica a distanza. Una simile soluzione rappresenterebbe un passo indietro rispetto alla dimensione emergenziale e straordinaria vissuta durante la pandemia da Covid-19.
La didattica a distanza non può essere considerata la risposta ordinaria alle criticità legate alle temperature elevate. Occorre piuttosto intervenire sulle strutture, sull’organizzazione delle attività e sulla valutazione delle specifiche condizioni presenti nei singoli istituti.
Il caldo nelle scuole è un problema reale, ma non presenta una sola dimensione. Esso coinvolge aspetti istituzionali, organizzativi, didattici, infrastrutturali e di sicurezza.
Per questo motivo, la questione deve essere affrontata con cura e attenzione, evitando parole d’ordine e soluzioni semplicistiche. La CISL Scuola Magna Grecia CZ KR VV, invita le Regioni e gli enti locali a svolgere tutte le verifiche necessarie e a intervenire laddove le condizioni ambientali lo rendano necessario.
L’obiettivo deve essere duplice: garantire la regolarità dell’anno scolastico e, nello stesso tempo, assicurare a studenti, docenti e personale ATA ambienti sicuri e adeguati. Solo attraverso una valutazione complessiva ed una chiara assunzione di responsabilità sarà possibile affrontare il problema in modo efficace, senza alimentare polemiche sterili o trasferire impropriamente le responsabilità da un’istituzione all’altra.
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