Ondata estiva Covid, il caso USCA e l'incremento dei contagi fra i sanitari: il punto di Larussa

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Ondata estiva Covid, il caso USCA e l'incremento dei contagi fra i sanitari: il punto di Larussa

  02 luglio 2022 16:53

Un'inedita ondata estiva del Covid, il caso del mancato rinnovo degli operatori delle USCA, il sensibile incremento dei contagiati fra i sanitari e il paradosso della penalizzazione stipendiale per gli eroi che risultano positivi. Questi i temi affrontati dal neo componente dell'esecutivo nazionale dell'Anaao Assomed, Filippo Larussa. 

Banner

PIENA ONDATA ESTIVA E IL CASO USCA- "Il report settimanale ha confermato che siamo in piena ondata estiva. Un dato epidemiologico inatteso visto l'andamento delle ultime due estati. L'incidenza dei casi è raddoppiata e, in particolare, l'indice Rt è salito dall'1,07 all'1,30 in una settimana. Oltre all'evidente richiamo già fatto dal ministro Speranza sulla assoluta necessità di perseguire le misure di sicurezza, quindi l'utilizzo delle mascherine al cospetto di assembramenti, distanziamento e la quarta dose vaccinale per soggetti over 80 e fragili". Ha detto Larussa che poi ha proseguito: "Il dato che è importante sottolineare è che con la scadenza dello stato di emergenza dal 30 giugno è venuta meno la condizione che permetteva di rinnovare gli incarichi agli operatori sanitari delle USCA. Registriamo la dura presa di posizione del governatore De Luca, ma credo sia opportuno accogliere l'invito del ministro Speranza alla leale cooperazione fra istituzioni per porre in essere tutte le misure per superare la criticità. Anche con assunzioni di responsabilità dei presidenti di Regione che dovranno anticipare delle spese, al momento non rifinanziate dal governo centrale, in attesa che si proceda al riparto del fondo sanitario nazionale e ai meccanismi di compensazione". "Soltanto Sardegna, Emilia Romagna e Marche hanno prorogato in contratti USCA con delibere regionali. La Campania lo ha fatto fino al 31 agosto. Nella nostra regione lo hanno fatto 4 su 5 aziende, ma su Cosenza la discussione è in itinere", ha spiegato il componente dell'esecutivo nazionale Anaoo che poi ha rilanciato: "In questo momento si parla di riattivazione di reparti Covid in virtù dell'aumento dei ricoveri ordinari in area non critica e Rianimazione, e quindi non è possibile disperdere una sola unità, siano essi medici o siano essi operatori sanitari. I contratti in essere devono avere un rinnovo almeno fino al 31 dicembre 2022, anche alla luce del periodo feriale".

Banner

L'INCREMENTO DEI CONTAGI FRA GLI OPERATORI E IL PARADOSSO DELLE PENALIZZAZIONI STIPENDIALI- "A tal proposito - aggiunge Larussa-, si registra un aumento esponenziale dei contagi fra gli operatori sanitari. Basti pensare che in piena quarta ondata, fine dicembre, gli operatori contagiati erano 6.400, ora sono diventati quasi 20 mila. C'è un aumento delle infezioni e anche dei giorni di malattia. Le unità operative sono sguarnite. C'è un effetto del tutto paradossale. Questi colleghi subiscono una serie penalizzazioni stipendiali a causa della legge sul pubblico impiego che taglia una parte della retribuzione nei primi dieci giorni di malattia. Infatti, l'assenza da Covid non viene più equiparata al ricovero ospedaliero. E' una legge che tredici anni fa, l'allora ministro alla Funzione Pubblica, lo stesso di oggi, Renato Brunetta, volle per combattere il cronico assenteismo del pubblico impiego. Dopo le prove di eroismo del personale sanitario, l'applicazione di questa legge, se non altro nei confronti di chi è impegnato nei reparti di degenze e cura e negli ambulatori territoriali, appare anacronistica e provocatoria. Anche tenendo conto del fatto che in Calabria, nella stragrande maggioranza delle aziende, gli operatori non hanno ancora ricevuto l'indennità per il disagio Covid e relativa al primo quadrimestre 2020. Ormai definita dai più indennità mitologica".      

Banner

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner