Operazione "Aemilia". La Corte d'appello accorpa l'ordinario e l'abbreviato. Si tornerà dunque nell'aula bunker del carcere bolognese della Dozza il 3 marzo

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Un'aula di tribunale
  20 febbraio 2020 18:59

E' stato sancito ufficialmente l'accorpamento ordinario-abbreviato dei processi d'Appello di 'Aemilia'.

La decisione, come già preannunciata nell'udienza di ieri, è stata presa stamattina dalla Corte. Si tornerà dunque nell'aula bunker del carcere bolognese della Dozza il 3 marzo con un procedimento unico che vede dunque a dibattimento col rito ordinario 120 imputati e 24 imputati che avevano scelto il rito abbreviato solo per l'ipotesi di associazione mafiosa.
Nella stessa data verrà con ogni probabilità affrontata la questione della ricusazione al giudice a latere Giuditta Silvestrini avanzata dalle difese di Pasquale Brescia e un'altra decina di imputati, chiedendo l'astensione per incompatibilità della la togata già membro del collegio d'Appello di 'Aemilia bis'. Tuttavia il presidente del collegio Alberto Pederiali già ieri ha fatto sapere che la Silvestrini non si asterrà.
Stamattina inoltre alcune difese hanno chiesto di depositare ulteriori documentazioni e memorie, mentre il procuratore generale ha chiesto una sospensione dei termini di custodia cautelare nei confronti degli imputati di Aemilia affinché chi ha misure restrittive non esca sino alla fine del processo.
Infine l'avvocato Luca Andrea Brezigar che difende due imputati ha proposto al tribunale di sollevare una questione di illegittimità costituzionale (a cui si sono concordemente uniti tanti altri colleghi per quella che è una ormai storica battaglia di camere penali e ordine degli avvocati di tutta Italia) riguardo alla partecipazione al processo a distanza di alcuni imputati - in particolare coloro che sono detenuti in carceri lontani o in siti segreti come i pentiti e che rendono dunque difficile o poco sicura la traduzione - che seguono le udienze in collegamento video.

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