
Il G.I.P. Distrettuale presso il Tribunale di Catanzaro, Dr. Mario Santoemma, ha disposto la sostituzione della misura custodiale della detenezione in carcere con quella degli arresti domiciliari per Giuseppe Vinci, responsabile dell’area tecnico-manutentiva del Comune di Cortale. Le accuse mosse dalla Procura Antimafia di Catanzaro nei confronti del funzionario comunale sono molto gravi e vanno dal concorso esterno in associazione mafiosa alla concorrenza sleale, dalla corruzione alla turbativa d’asta, dal falso ideologico al peculato. Tutti i reati, tra l’altro, sono contestati con l’aggravante dall’avere agevolato la consorteria mafiosa che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe capeggiata da Cracolici Domenico. In particolare, la Procura Antimafia aveva attenzionato la procedura relativa alla gara per l’aggiudicazione del taglio del bosco comunale in località "Malittoro" di Cortale. In sede di interrogatorio di garanzia l’indagato si era avvalso della facoltà di non rispondere non avendo ancor preso visione del fascicolo processuale e delle prove fornite dalla Procura a sostegno dell’accusa provvisoria.
Il Tibunale della Libertà di Catanzaro aveva, altresì, rigettato il riesame proposto dalla difesa dell’indagato. Pochi giorni dopo, ildifensore di fiducia, avv. Arturo Bova, aveva richiesto al GIP di voler interrogare Vinci Giuseppe al fine di consentirgli di chiarire la propria posizione. All’esito dell’interrogatorio, il G.I.P. ha accolto parzialmente l’istanza del difensore di fiducia, Avv. Arturo Bova del foro di Catanzaro, concedendo a Vinci Giuseppe gli arresti domiciliari.
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