Operazione “Dio denaro” a Catanzaro, Carlo Procopi lascia gli arresti domiciliari

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  19 settembre 2026 09:29

 Carlo Francesco Procopi lascia gli arresti domiciliari. Il Tribunale penale di Catanzaro ha disposto nei suoi confronti la sostituzione della misura cautelare con l’obbligo di dimora nel Comune, segnando un nuovo passaggio nella vicenda giudiziaria che nell’aprile del 2025 aveva avuto grande eco nel capoluogo calabrese.

Procopi era stato arrestato l’11 aprile 2025 nell’ambito dell’inchiesta che aveva portato all’esecuzione di tre misure cautelari da parte della Guardia di Finanza di Catanzaro. L’indagine riguardava un presunto sistema di prestiti a tassi ritenuti usurari e vedeva contestati, a vario titolo, i reati di usura, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, estorsione e autoriciclaggio.

Secondo l’impostazione accusatoria, al centro delle investigazioni vi sarebbero stati prestiti concessi a persone in difficoltà economica, con interessi che in uno degli episodi ricostruiti dagli investigatori avrebbero raggiunto percentuali particolarmente elevate. Tra le persone indicate all’epoca come vittime figuravano imprenditori e anche un calciatore professionista.

Una ricostruzione accusatoria sulla quale Procopi, difeso dagli avvocati Salvatore Staiano ed Antonio Lomonaco, già nei giorni immediatamente successivi all’arresto, aveva scelto di non avvalersi della facoltà di non rispondere: nel corso dell’interrogatorio davanti al Gip aveva infatti risposto alle domande e fornito la propria versione dei fatti, assistito dai suoi difensori.

Inizialmente per Procopi era stata disposta la custodia cautelare in carcere. Un primo importante mutamento del quadro cautelare era arrivato nel dicembre 2025, quando il Tribunale di Catanzaro, accogliendo l’istanza avanzata dagli avvocati Salvatore Staiano ed Antonio Lomonaco, aveva sostituito il carcere con gli arresti domiciliari.

Adesso arriva un ulteriore alleggerimento. Il Tribunale, alla luce della nuova valutazione delle esigenze cautelari, ha infatti disposto la cessazione degli arresti domiciliari e l’applicazione del solo obbligo di dimora nel Comune. Procopi, dunque, dopo il carcere e il successivo passaggio ai domiciliari, torna in libertà con la prescrizione di rispettare l’obbligo di dimora stabilito dall’autorità giudiziaria.

La vicenda processuale prosegue e le contestazioni mosse nei suoi confronti dovranno essere vagliate nelle sedi giudiziarie competenti, nel rispetto del principio costituzionale di presunzione di non colpevolezza sino a sentenza definitiva.