
“È la commistione di interessi tra 'ndrangheta e imprenditoria, che spesso si alimentano e rafforzano a vicenda, che avvelena il tessuto sociale ed economico”. È quanto scrivono gli inquirenti nell’operazione ‘Monopoli’ eseguita dai carabinieri nel 2017, il prodromo del provvedimento di confisca che ha colpito oggi gli imprenditori Andrea Giordano, Michele e Giuseppe Surace.
L’inchiesta della Dda, condotta da Giovanni Bombardieri, ha 'spogliato' gli ingenti patrimoni immobiliari a disposizione delle cosche Tegano e De Stefano, tra le più potenti e temute d’Italia. I giudici hanno disposto misure di prevenzione per il loro trasferimento allo Stato.
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Gli approfondimenti investigativi svolti dai carabinieri hanno permesso di ricostruire le fortune del duo imprenditoriale Surace-Giordano, costruite sull’edilizia residenziale. Verso la fine degli anni ’90 i due hanno realizzato il complesso residenziale 'Mary Park', che ha ospitato i locali dell’unica sala Bingo cittadina e numerose villette a schiera, in cui era stata riservata la disponibilità di un appartamento a Giuseppe Tegano, fratello del defunto boss Giovanni Tegano. È questa vicinanza, secondo i magistrati antimafia, che ha garantito agli imprenditori ricchezza e successo.
I Surace e Giordano, sono così diventati – secondo le indagini - “tassello fondamentale del sistema di riciclaggio e reinvestimento dei proventi illeciti della famiglia Tegano”. Gli imprenditori, sentendosi sotto scacco, hanno iniziato nel tempo manovre societarie delle loro imprese per sottrarle alla scure della Rognoni-La Torre.
Così, dal 2016 le loro imprese edili e immobiliari sono diventate 'Essegi Costruzioni srl' e 'G.G. Edilizia' (fittiziamente intestate ai figli di Andrea Giordano, Giorgio e Giuseppe), di fatto gestite da Andrea Giordano; 'Construction Italy srl' e 'Coedil srl' (fittiziamente intestate a Demetrio Modafferi, Giuseppe Surace, Gaetano Hermann Murdica, rispettivamente cognato, figlio e genero di Michele Surace) il cui dominus è Michele Surace.
Dalle intercettazioni, ambientali e telefoniche, emergen - scrivono gli investigatori - “la cautela di Michele Surace, che raccomanda discrezione e serietà” nel muoversi, e la sua caratura di ‘uomo di rispetto’, allorquando la famiglia Cedro, di Gioia Tauro, storicamente vicina ai Piromalli, rende nota l’intenzione di voler aprire a Reggio Calabria una seconda sala Bingo, tentativo fallito, secondo gli inquirenti, perché contrastato con fermezza proprio da Michele Surace.
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