
La Corte di Cassazione, Seconda Sezione Penale, all’esito dell’udienza camerale del 20 marzo 2026, ha emesso la sentenza con cui ha accolto il ricorso presentato dall’avv. Arturo Bova nell’interesse di Luana Pappaianni Luana, annullando l’ordinanza custodiale impugnata e rinviando per nuovo giudizio al Tribunale della Libertà di Catanzaro.
Il risultato è da registrarsi nell’ambito della cd. “Operazione Travel”, scattata nella notte del 28 marzo 2025 e condotta dai Carabinieri coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, che aveva portato all’arresto di 6 persone ritenute, a vario titolo ed unitamente ad altri indagati, responsabili di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.
Secondo la Procura Antimafia di Catanzaro, il sodalizio criminale a conduzione marcatamente familiare e capeggiato da Fabio Bevilacqua marito di Luana Pappaianni aveva riversato nella città di Catanzaro un vero fiume di cocaina ed eroina proveniente da vari canali di approvvigionamento.
La droga veniva spacciata nel quartiere Pistoia e in viale Isonzo di Catanzaro, dove erano situate anche le basi logistiche. Nelle abitazioni degli indagati, sotto gli ordini e le direttive di Bevilacqua Fabio, la droga veniva parcellizzata e confezionata dalle donne della famiglia e successivamente spacciata al dettaglio anche dai figli minorenni.
Le indagini coordinate dalla DDA di Catanzaro, in particolare modo quelle svolte mediante l’utilizzo di captatore informatico c.d. Trojan, avevano consentito di far luce sull’esistenza ed operatività del sodalizio criminale, nonché sui ruoli ricoperti da ciascuno degli affiliati.
La gerarchia criminale vedeva al vertice Bevilacqua Fabio con il ruolo di promotore ed organizzatore dell’associazione. Era lui anche ad approvvigionare il sodalizio della droga da spacciare. Dopo il suo arresto nell’ambito dell’Operazione Aesontium, sarebbe stato coadiuvato e sostituito nel ruolo dal fratello Cosimo Bevilacqua. Un ruolo rilevante l’avrebbero svolto anche la moglie di Bevilacqua , Luana Pappaianni quale organizzatrice, e la di lui madre, Vecceloque Pereloque Silvana, addetta al confezionamento delle dosi e alla successiva distribuzione ai pusher.
Già la Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione, all’esito dell’udienza camerale dell' 8 ottobre 2025, aveva annullato con rinvio, accogliendo i motivi di ricorso dell’avv. Arturo Bova, l’ordinanza custodiale emessa nei confronti di Fabio Bevilacqua e della moglie, Luana Pappaianni , e il Tribunale della Libertà di Catanzaro annullava l’ordinanza del G.I.P. Distrettuale solo nei confronti di Bevilacqua Fabio, confermandola di converso nei confronti della di lui moglie Pappaianni Luana. Contro la decisione, il difensore proponeva nuovamente ricorso per Cassazione, la quale ha accolto i motivi difensivi rimettendo gli atti ad altra Sezione del Tribunale della Libertà di Catanzaro per un nuovo esame.
Si attende adesso il deposito delle motivazioni della seconda sentenza di annullamento Cassazione a seguito delle quali il Tribunale della Libertà di Catanzaro dovrà decidere se Luana Pappaianni , attualmente detenuta presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, dovrà rimanere in carcere o tornare in libertà.
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