Ospedale di Catanzaro, Puzzonia: "Non serve un nuovo edificio, ma tecnologia e accoglienza"

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  08 maggio 2026 09:47

"Purtroppo, e non ne sono per nulla contento, continuano ad accadere vicende che non mi fanno pentire della scelta che ormai alcuni anni fa ho fatto, di lasciare il Partito Democratico dopo svariati decenni di costante militanza. Forse era una scelta da assumere fin dal 2007 quando gli eredi del PCI scelsero l‘eutanasia di un Partito che a vent’anni dalla sua fondazione stenta a trovare per sé una completa identità e finisce per creare difficoltà allo schieramento del centro sinistra in questo paese anche dopo l’elezione, tutta popolare, della nuova segretaria. Sono vicende complesse che speriamo possano trovare una soluzione possibile nell’anno che manca alle prossime elezioni politiche. Non è di questo, tuttavia, che però voglio parlare oggi qui a Catanzaro e in Calabria". Si apre così la nota di Lino Puzzonia, Già Direttore sanitario aziendale AO Pugliese Ciaccio. 

"Da circa dieci anni, infatti, si parla di un nuovo ospedale a Catanzaro specialmente in coerenza con la creazione di una sola grande Azienda ospedaliero-universitaria che, sia pure con un percorso piuttosto discutibile, è stata comunque realizzata, almeno giuridicamente, anche se stenta non poco a implementarsi nella sua piena funzionalità integrata.

Appunto dieci anni fa il Consiglio comunale del capoluogo si era pronunciato per collocare tale nuova struttura nell’area di viale Pio X dove peraltro già da qualche anno venivano impiegate ingenti risorse per la ristrutturazione di alcune parti e per la creazione di nuove: la piastra chirurgica, il Pronto soccorso, il Servizio trasfusionale con il Centro regionale di qualificazione biologica, la Microbiologia e Virologia, la nuova Anatomia patologica e tante altre ancora.

Per dieci anni se ne è continuato a parlare a singhiozzo anche perché non sono mai state chiare fino in fondo, e non lo sono ancora, quali siano le risorse disponibili.

Ma dieci anni sono un lungo periodo durante il quale, continuando comunque gli interventi sul Pugliese, si è determinata una situazione del tutto diversa che solo gli stolti non riescono a comprendere.

L’AOU Dulbecco non ha bisogno, se non marginalmente, di altri interventi edilizi perché le strutture presenti tra Germaneto e viale Pio X, sono del tutto sufficienti. Quello che io e altri stiamo ripetendo fino alla noia che non di nuovo ospedale hanno bisogno i catanzaresi e i calabresi me di un ospedale nuovo sul piano tecnologico e dell’accoglienza che sono le condizioni principali per un rilancio professionale e che altri ospedali calabresi stanno via via implementando compreso quello della vicina Lamezia.

Invece si continua discutere sulla logistica di mattoni e cemento addirittura coinvolgendo e delegando la scelta al Politecnico di Milano.

Bene che tutto questo lo faccia la destra che ci malgoverna è perfettamente comprensibile per una certa benevolenza nei confronti di certa imprenditoria e forse anche per la scelta di una diversa collocazione della parte più qualificata della sanità calabrese probabilmente cara al Presidente della Giunta regionale.

Quello che stento a comprendere e che mi indigna è la scelta demenziale di “liquidare” il Pugliese-Ciaccio creando una sola grande struttura a Germaneto sostenuta da alcuni significativi settori del Partito Democratico.

Per amor di verità la vicesindaca di Catanzaro, che è medico, aveva settimane fa assunto una posizione ragionevole sulla necessaria sopravvivenza del Pugliese. Si è trattato tuttavia di una posizione subito spazzata via da altri importanti esponenti del suo Partito.

E così stiamo assistendo a una serie di prese di posizioni di dirigenti locali e nazionali del PD, privi di qualsiasi competenza nel settore, che, addirittura con pretese intellettuali e ideologiche, vanno letteralmente blaterando di soluzioni assolutamente inutili e peraltro del tutto futuribili mentre la tecnologia, estremamente più utile, si può realizzare in poche settimane.

Esistono visioni diverse anche nel PD ma ci pare che vengano assolutamente ignorate.

L’appello che voglio rivolgere non può essere comunque verso i partiti ma è destinato alle istituzioni.

L’amministrazione comunale di Catanzaro, che una voce in capitolo ce l’ha eccome, assuma una posizione chiara e coerente.  È questo il terreno giusto per recuperare alcuni ritardi che la città comincia a lamentare". 


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