di SABATINO NICOLA VENTURA
L’intervista rilasciata giovedì 18 da Jasmine Cristallo della Direzione Nazionale del Partito Democratico a un importante quotidiano del Sud, mi sollecita qualche riflessione.
Prima di entrare nel merito dell’intervista, ho da chiedere a Jasmine Cristallo quando il PD ha assunto la posizione politica da lei espressa? Considerato che il partito calabrese e catanzarese è soggetto politico, da molti anni, assente, con un minimo di beneficio d’inventario, sul piano dell’elaborazioni programmatiche in generale.
Gli organismi statutari, a partire da quello regionale, sono gravemente inattivi, e quelli di Catanzaro inesistenti da lungo tempo. Questa situazione, inaccettabile, ha reso il partito inadeguato e non attrattivo. Il PD, infatti, in questa regione è, senza possibilità di smentite, una sigla utilizzata, sicuramente con nobili proponimenti, dagli eletti nelle istituzioni, da aspiranti ad essere eletti, e da alcuni “dirigenti” di partito quasi sempre autoreferenziali e, così percepisco, molto in continuo rapporto con gli eletti o aspiranti tali. Questo partito è stato, nei fatti, purtroppo, disarmato.
Tale situazione pesa molto, anche, rispetto all’assenza di elaborazioni politiche che attengono all’importante tema della tutela della salute ai cittadini. La polemica di questi mesi, a Catanzaro, sull’annosa questione nuovo ospedale, soffre del respiro politico necessario, che tale argomento richiede, e che avrebbero dovuto offrire il PD e le altre forze della sinistra. La non qualità, il dilettantismo contenuti nell’intervento della Cristallo è il frutto di tutta questa negligenza.
Entro in argomento.
Il Comitato, “L’OSPEDALE AL PUGLIESE”, ritiene, con argomenti robusti, sbagliato proporre di realizzare un nuovo presidio ospedaliero a Catanzaro, che ha in abbondanza edifici già utilizzati a tale scopo ed altri, vuoti, che potrebbero essere impiegati, se necessario, per servizi sanitari, compreso quelli ospedalieri. Nessun nuovo ospedale, ma di tanta nuova qualità si necessita. Dunque, il Comitato non propone la costruzione di un nuovo ospedale in viale Pio X, e meno che mai a Germaneto. Ma ritiene, con ampia disanima, che gli attuali presidi Pugliese/Ciaccio, dovranno continuare, e meglio, molto meglio, con ogni attrezzatura d’avanguardia, a svolgere pienamente il servizio ospedaliero. Il Pugliese, in particolare, ha necessità di avere completata la ristrutturazione. (sono già stati spesi oltre 125 milioni di euro e ci sono due progetti finanziati per il prosieguo dei lavori, per come un ulteriore finanziamento per ampliare il Pronto Soccorso). Una volta completata la ristrutturazione e adeguamento, avremo un’ottima struttura ospedaliera, che potrà, tranquillamente essere definita, il nuovo ospedale.
Catanzaro ha la fortuna, unica in Calabria, di avere due importanti ospedali, facenti parte di una sola Azienda, la Dulbecco, di valenza regionale. Queste strutture, assieme a quelle sanitarie territoriali, e anche accreditate, dovranno sempre più essere sinergiche per come, d'altronde, prevedono l’atto aziendale e la normativa vigente. La sinergia, per come avviene ovunque, si realizza a prescindere della attiguità fra strutture. In Italia, vedi ad esempio gli ospedali di grandi città, quali Milano, Roma, Bologna, Napoli, Palermo, e via dicendo, ubicati nei punti più diversi del tessuto urbano, svolgono, tranquillamente, in sinergia un lavoro di portata anche internazionale. Tanti di questi ospedali, anche di antichissima costruzione, risalenti a secoli addietro, sono nel pieno dei centri storici, anche in aree ZTL, e, peraltro, nessuno pensa di spostarli, ma, al contrario, è la città che si organizza in loro funzione. La contemporaneità, che ha ulteriormente annullato le distanze, aiuta molto la realizzazione piena di ogni sinergia, anche fra ospedali nel mondo.
Catanzaro, nel suo insieme, è già il Polo della Salute nell’area centrale della Calabria, che sicuramente dovrà essere perfezionato ed arricchito di ulteriore qualità, per poter essere una importante eccellenza.
Uno dei motivi, forse il principale, che i sostenitori della costruzione di un nuovo ospedale a Germaneto dichiarano, riguarda la situazione grave di congestione stradale, soprattutto per mancanza di parcheggi, nell’area di viale Pio X. Questo problema è vero, esiste, ma la soluzione, semplicistica e profondamente sbagliata, non potrà essere la delocalizzazione del Pugliese.
Rendere agibile, pienamente, tutta l’area interessata, dovrà essere la scelta di politica sanitaria, amministrativa e anche economica da perseguire. Agli utenti dei presidi ospedalieri Pugliese/Ciaccio, di Catanzaro e dell’intera Regione, dovrà essere assicurata, ai più alti livelli, la tutela del bene salute, salvando contemporaneamente e potenziando, l’economia di una vasta area cittadina e, ritengo, dell’intera Catanzaro dei tre colli. Riuscire a salvaguardare più cose è intelligenza politica. Perché sminuire l’importanza del tessuto economico sociale che subirebbe, con la chiusura del Pugliese, l’intera città centro/alta, che abbiamo storicamente conosciuta? Che al contrario dovrà essere tutelata e possibilmente rilanciata, anche grazie alla riqualificazione del Pugliese.
Non si chiude una città e la si trasloca, ma la si rende accessibile e vivibile (Perugia, Orvieto, e tant’altre sono d’esempio). La battaglia per la difesa del Pugliese, dovrà essere, ritengo, il punto di svolta per l’affermazione di una politica di rafforzamento del ruolo e delle funzioni di Catanzaro Capoluogo, pretendendo che la parte storica della città, attraverso il recupero e nuovi insediamenti di attività consone al ruolo che gli spetta, ritornino a essere appetibili. Molto si può fare per recuperare alla vivibilità ed al piacere di essere visitata la nostra bella città. Le tecnologie disponibili ce lo potranno permettere.
Torno al Pugliese per richiamare l’attenzione sulla proposta dall’arch. Cristofer Cavour, che ha presentato un’accurata idea progetto riguardante un intervento organico, e razionale sull’intera area interessata. Una idea che non solo risolverebbe il problema del traffico e dei parcheggi, ma recupererebbe l’intera area attorno agli ospedali a nuova qualità. Risolverebbe in modo ottimale i problemi di traffico e di parcheggio, anche nei giorni in cui si svolgeranno gli avvenimenti sportivi allo stadio.
Noi In Calabria abbiamo necessità, urgente, di recuperare qualità nei servizi sanitari ospedalieri, ma anche, in quelli territoriali, per essere allo stesso livello delle regioni del centro nord. Non servono nuove strutture ospedaliere sostitutive o aggiuntive, ma, ripeto, più qualità e velocità nelle risposte. Serve finanziare acquisti di attrezzature e incoraggiare il pregio professionale a decidere di operare in Calabria e, nel nostro caso, presso il Polo della Salute Catanzaro. Abbiamo bisogno di più personale, altrimenti ci troveremo con belle strutture, compreso il Pugliese completato nella ristrutturazione, ma con difficoltà ad assicurare le prestazioni. Jasmine Cristallo propone, con un ragionamento fuori da ogni possibilità, sbagliato sotto ogni profilo, in violazione di ogni parametro, linee guida, ecc. ben tre ospedali a Catanzaro: il mantenimento del Pugliese, (contraddizione evidente rispetto il suo concetto di sinergia) un nuovo ospedale adiacente al Policlinico Universitario, peraltro oggi non pienamente utilizzato. Un’assurdità sotto ogni profilo che non merita di essere minimamente considerata. Jasmine Cristallo, che non è una sciocca, avrà forse pensato che con tale proposta, una furbata priva di qualsiasi possibilità, di “accontentare” tutti? Se fosse questo il suo intendimento, ha, invece, dimostrato che in materia di politica sanitaria, ha necessità di approfondire e studiare la tematica.
Gli ospedali che insistono sul territorio della città, giusto ricordare, svolgono da sempre un servizio all’utenza regionale. Non sono mai stati ospedali per i soli catanzaresi. La delibera del Consiglio Comunale di Catanzaro, 2016, richiamata dalla Cristallo, con la quale Catanzaro ha deciso sulla questione “nuovo” ospedale, è una delibera mai messa in discussione. L’Amministrazione Fiorita, a tutt’oggi, non ha mai revocato quell’atto. Non avendolo revocato sarà stato tenuto in considerazione rispetto ad ogni scelta di assetto della città. Ogni atto amministrativo non revocato è continuità di scelta. Quale potrebbe essere oggi, dopo quattr’anni di sindacatura, un cambiamento di quella scelta? Con quali argomenti? In ogni caso, non è sul valore attuale di quella delibera che oggi si è chiamati a discutere. Il Consiglio Comunale di Catanzaro, su tale vicenda marca un grave ritardo politico, tanto da essere stato soppiantato dal presidente Occhiuto. Oggi ha, però l’occasione e il dovere di riappropriarsi di una prerogativa.
Non ritengo, come paventa Jasmine Cristallo, che i sostenitori del mantenimento del Pugliese in Viale Pio X, siano a tutela d’interessi economici, anzi credo sia esattamente il contrario. Si chiede, infatti, d’impedire l’utilizzo di un’enorme spesa per la costruzione di un non necessario nuovo ospedale, e anche di una possibile speculazione edilizia. La richiesta di tante migliaia di cittadini, di esponenti politici, d’iscritti ai partiti di ogni schieramento, è per investimenti importanti in ciò che serve, personale, attrezzature, ecc., per tutelare nei termini migliori il bene salute.
Si chiede di completare, utilizzando, subito, i finanziamenti già disponibili, la ristrutturazione del Pugliese e di avviare contemporaneamente la riorganizzazione viaria, la realizzazione di parcheggi, e quant’altro necessario, per assicurare agli utenti ed ai residenti la massima tranquillità, ma anche agli sportivi che si potranno recare allo stadio, finalmente, senza intasare il traffico.
Spero la politica faccia quadrato e scongiuri scelte sbagliate. Tantissimi iscritti al PD, compreso me, siamo parte significativa degli oltre seimila aderenti al Comitato “L’OSPEDALE AL PUGLIESE”.
Il Commissario Straordinario per l’Edilizia Sanitaria ha molti importanti compiti, tanto da poter agire in assoluta autonomia, per assicurare la realizzazione delle opere. Ma in quale località dovrà sorgere un ospedale è di pertinenza del Comune interessato. L’Amministrazioni Comunali, per tale decisione, non hanno un compito meramente consultivo. Se Catanzaro rinunciasse, furbescamente, al suo ruolo, regalando ad altri tale prerogativa, segnerebbe una pagina vergognosa della sua storia.
*Già Assessore Comunale a Catanzaro e Consigliere Provinciale
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797