
"Liquami nauseabondi, acque marroni e maleodoranti sono il panorama avvilente che molti avventori del Parco della Biodiversità di Catanzaro stanno abituandosi a trovare da mesi, quando si recano al laghetto degli anatidi. Abbiamo ricevuto così tante segnalazioni e video, da decidere di denunciare pubblicamente una situazione che non può più essere taciuta e che proprio d’estate, nel momento in cui il parco vede il maggior afflusso di visitatori, ha mostrato la peggiore gestione in assoluto di un bene pubblico, un tempo fiore all’occhiello della città. I paragoni con chi lo ha voluto e gestito per anni sono inevitabili, ma anziché lamentarsi in maniera sterile e malinconica, sarebbe il caso che l’amministrazione provinciale rivedesse la politica amministrativa che ha portato questo parco e la sua gestione, a sprofondare lentamente in un degrado che è sotto gli occhi di tutti". Lo denuncia in una nota l'Osservatorio Permanente Ambiente e Territorio di Catanzaro.
"Pulire un laghetto e mantenere le acque rinnovate e limpide, non sono interventi straordinari, ma banale manutenzione ordinaria. Tanto più che nel laghetto ci sono degli esseri viventi da tanti anni, che dovrebbero poter vivere in maniera dignitosa e sana. Un laghetto artificiale urbano asfittico e maleodorante, può comportare reali rischi per la salute pubblica dei visitatori (molti dei quali bambini) oltre che per gli animali presenti che sono amorevolmente accuditi dai professionisti e dal team dei volontari da anni.
Chiediamo che venga fatta chiarezza dalla Procura e nelle apposite sedi per quanto riguarda i fondi destinati alla manutenzione del parco: se sono rientrati in gare d’appalto pubbliche o se sono stati assegnati su incarico diretto e a chi e se è possibile visionare una rendicontazione di questo. E chiediamo anche ufficialmente all’ASP di procedere con un controllo reale sulla situazione delle acque, specie in questo periodo in cui si parla di ipotetici contagi ad opera delle zanzare portatrici del virus west nile.
Che senso ha spruzzare insetticidi ad ampio spettro in un parco della biodiversità, se poi si mantiene un laghetto artificiale in quelle condizioni, che sono ideali per la proliferazione delle zanzare? A marzo avevamo anche segnalato la capitozzatura insensata e violenta degli alberi presenti nel viale del CRAS e anche lì abbiamo ricevuto risposte stizzite e inopportune (quest’anno le more non sono proprio spuntate perché gli alberi hanno usato tutte le loro energie per sopravvivere).
Una struttura del genere non può e non deve essere gestita da chi non ha una sensibilità e una cultura ambientale ed ecologica. Nel fango melmoso e maleodorante del laghetto degli anatidi annegano gli intenti di progresso e benessere di chi lo ha fondato, gli sforzi di chi continua ad occuparsene, comunque e nonostante tutto e il decoro della cittadinanza di Catanzaro che, francamente, meriterebbe di potersi specchiare in acque limpide e trasparenti e che profumano di onestà".
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