
La Sezione di Italia Nostra Catanzaro dopo avere presentato entro gli stringenti termini fissati in procedura, le proprie osservazioni al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica predisposte dall’ avvocata Natalina Raffaelli,interviene nel dibattito sull’impianto eolico offshore Enotrianel Golfo di Squillace ribadendo con forza il proprio NO alla sua realizzazione.
Con il corposo e circostanziato documento notificato al MASE Italia Nostra, oltre ad avere richiamato il contenuto in fatto ed in diritto delle osservazioni già espresse in occasione delle precedenti fasi di Osservazioni del Pubblico, ha ulteriormente argomentato sui molti aspetti critici del progetto che depongono per il definitivo diniego all’impianto industriale di FER offshore proposto dalla “Parco Eolico Flottante Enotria” s.r.l.
Anche dopo le ulteriori modifiche apportate dalla “Parco eolico flottante Enotria” s.r.l. al progetto originario e che confermano la bontà e la fondatezza delle critiche già in precedenza sottoposte al MASE, permangono tutti i dubbi e le criticità di un progetto evanescente, che continua a delineare soluzioni ipotetiche strutturate su dati non reali ottenuti da indagini in situ, ma estrapolati da realtà territoriali e marine diverse, che contrasta con il Piano di Gestione Marittima in vigore per il Mar Ionio-Mediterraneo centrale, andando a impattare pesantemente, radicalmente e irreversibilmente sul patrimonio paesaggistico, ambientale, storico, artistico e culturale della Calabria ionica.
Il progetto resta dunque un progetto evanescente, un “work in progress”, privo di concretezza e certezza operativa.
L’eliminazione di 6 generatori, posti al margine orientale o al centro dell’impianto, la cui estensione si 252 km² resta identica, non ne modifica minimamente lo skyline, con un impatto visivo devastante del paesaggio e del panorama sia da terra che da mare; analogamente né la riduzione dell’altezza delle torri a 320 m può valere a rendere meno angosciante la visione di quello che sembrerebbe una distesa di croci cimiteriali in mare, assolutamente visibili sia a livello di spiaggia sia e soprattutto dalle alture da cui oggi è possibile ammirare panorami mozzafiato, dimenticando che vi sono luoghi da cui è possibile ammirare entrambi i mari calabresi, con una visione panoramica estesa fino a lunghissime distanze.
Non è stato fornito dalla Società nessun serio studio rapportato ai vigenti piani di bonifica, sebbene rientrino tra le finalità specifiche e le competenze attribuite al Consorzio di Bonifica della Calabria la difesa idraulica del territorio, la gestione delle risorse idriche per l'agricoltura e la tutela dell'ambiente; non è stato fornito nessuno studio in relazione al patrimonio archeologico marino, alla configurazione dei fondali marini, alla salvaguardia degli habitat terrestri e marini esistenti, alla salvaguardia della fauna marina, come la Caretta caretta che nidifica lungo tutta la costa ionica o la Stenella coeruleoalba, delle praterie sottomarine, della fauna aviaria; non è stato valutato l’impatto che un impianto così esteso e la conseguente zona di rispetto potrebbero avere sui trasporti marittimi, sulla pesca, sulle correnti marine deviate, sulla direzione del vento e sul moto ondoso; nulla è stato detto sul riscaldamento delle acque, sull’inquinamento acustico e sulle vibrazioni sottomarine, sui rischi connessi ai sempre più frequenti fenomeni metereologici estremi; e il fenomeno dei vulcani sottomarini e la presenza delle faglie e delle fragili scarpate dei fondali sono stati totalmente sottovalutati.
Le misure di mitigazione e compensazione suggerite riguardano la possibilità di estirpare le praterie sottomarine esistenti e di trapiantarle in luoghi adiacenti (a 400 m e oltre di profondità) e la prospettiva di un incremento di circa mille posti di lavoro per un periodo di tre anni, durante l’esecuzione dell’impianto, e fino a 300 posti a regime; numeri peraltro immediatamente smentiti dalla stessa Società, che prevede che il controllo sulla manutenzione e sul funzionamento dell’impianto saranno interamente gestite dal CECOER, centro operativo di Acciona S.A., da una delle sedi di Madrid, o Pamplona, o Chicago, o Città del Messico o Melbourne; per contro saranno disastrose le conseguenze sulle attività economiche tipiche calabresi, pesca (commerciale, da diporto, turistica e ricreativa), agricoltura e turismo e su tutte le attività dell’indotto, con un crollo verticale della produzione edell’occupazione. E che dire dell’impatto che per diversi anni produrrebbe il trasporto di materiali di cantiere, anche di dimensioni straordinarie, sul fragile sistema di viabilità su strada e ferroviaria, già gravemente compromessa dagli eccezionali fenomeni atmosferici che hanno sconvolto la Regione?
La Calabria non ha bisogno di produrre elettricità, perché già copre ben oltre il 100% del fabbisogno regionale ed esporta oltre la metà di quella prodotta.
E ciò pone degli interrogativi sulla società proponente, una s.r.l. con un capitale sociale di soli 10.000,00 € e 0 dipendenti, il cui socio unico ha realizzato una perdita di circa 1.300.000,00 e che non ha offerto nessuna garanzia fideiussoria per l’ipotesi di inadempimento, ritardi, risarcimento danni, non ha fornito un piano economico adeguato, si propone di affidare manutenzione e gestione dell’impianto a soggetti stranieri.
La Calabria ha radici culturali profonde che affondano nell’antichità e che hanno dato origine all’intera cultura europea e occidentale, per come dimostra l’inserimento del periplo dell’intera costa calabrese nella Rotta di Enea, uno dei 49 Itinerari Culturali certificati dal Consiglio d’Europa.
Lungi dall’essere contraria a sane politiche ambientali Green, Italia Nostra intende contrastare ogni umiliante e offensivo tentativo di selvaggia colonizzazione e sfruttamento del territorio calabrese e delle sue risorse, idoneo a depauperare i cittadini calabresi del patrimonio culturale ereditato attraverso i secoli, che costituisce il loro tratto identitario, e che Italia Nostra intende difendere davanti a ogni istanza amministrativa e/o giudiziaria, nazionale, europea o internazionale.
Elena Bova Presidente Italia Nostra Catanzaro
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