
«Queste sciagure – ha detto poi Corbelli, nella nota– dimostrano quanto sia urgente questa grande opera di civiltà, nata proprio per dare dignità a chi muore nei naufragi e viene sepolto senza nome, con un semplice numerino in tanti piccoli sperduti cimiteri, quasi tutti calabresi e siciliani, che di fatto ne cancellano così ogni ricordo e riferimento per tutti i loro parenti dei lontani Paesi del mondo che non sapranno mai dove andare un giorno a cercarli per portare un fiore e dire una preghiera. Una disumanità questa che sarà cancellata grazie alla monumentale opera umanitaria di Tarsia». I lavori, iniziati alla vigilia del Natale 2018 e che erano fermi da anni a causa della pandemia e di lungaggini burocratiche, sono stati ripresi, nell’ottobre dello scorso anno, grazie al sostegno della Regione Calabria e del Comune di Tarsia. Il memoriale, voluto da Corbelli fin dal 2013, con una ininterrotta campagna iniziata subito dopo la tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013, sorgerà su una collina di circa 30mila metri quadrati, in un luogo storico e fortemente simbolico, di fronte al Lago e al vecchio camposanto comunale, in parte ebraico, ad un tiro di schioppo dall’ex Campo di Concentramento fascista più grande d’Italia, quello di Ferramonti , luogo di prigionia durante la seconda guerra mondiale, ma anche di solidarietà e umanità, dove nessuno degli oltre 3000 internati subì mai alcuna violenza e, soprattutto, per questo straordinario valore umano, scelto come sito. La grande opera umanitaria, conosciuta e apprezzata in Italia e nel mondo, sarà intitolata al piccolo Alan Kurdi, simbolo delle tragedie dell’immigrazione. “Spero che questa opera possa restare, senza più stragi in mare, solo come simbolo, monumento e monito per il futuro per l’intera umanità e che soprattutto serva oggi, come ho detto prima e ribadisco nel video su Fb, a richiamare alle loro responsabilità i Paesi dell’Ue che con le loro politiche ingiuste e strette disumane sui migranti non aiutano certo a evitare i tragici naufragi”!
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