Pd, dimissioni Cuda: manca ancora l'atto formale. A livello regionale ancora malumori

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Gianluca Cuda

I democratici riformisti attendono la risposta di Letta. Graziano contestato

  02 luglio 2021 13:26

di ENZO COSENTINO

Le intenzioni di sue dimissioni da segretario provinciale del Pd di Catanzaro per ora Gianluca Cuda le ha “confessate” sui social.  Restano, per tanto, solo intenzioni. Ampiamente motivate e chiare  sul piano personale, un po' meno, anzi per nulla, su quello politico. Dice che avrebbe “tanto da dire”.

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Cuda ha lasciato, tuttavia,  intendere che vi sono ma… meglio non parlarne. Quasi per “quieto vivere”. Cuda ha avuto uno scambio di telefonate con il commissario Stefano Graziano che gli avrebbe suggerito un “torna indietro”, resta al tuo posto.” La formalizzazione della volontà di Cuda in effetti non è ancora avvenuta ed essa prenderà sostanza quando “nero su bianco” saranno in mano al presidente dell’Assemblea provinciale del Partito. Michele Drosi, che è in carica da presidente non ha ricevuto nulla. Assemblea ufficialmente all’oscuro, dimissioni di Cuda dunque in “frigorifero”.

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Il segretario starebbe meditando? A noi ha lasciato intendere che formalizzerà il tutto, “nero su bianco”, nelle prossime ore e comunque non oltre i primi giorni della settimana a venire. Cosa potrebbe decidere l’Assemblea provinciale è azzardato pronosticarlo. In questa fase di allestimento delle operazioni  elettorali la situazione interna al Pd calabrese impone molta ma molta cautela per non compromettere, forse, irrimediabilmente, una situazione di per se compromessa.

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In provincia di Catanzaro in casa dem si aprirebbe, in caso le dimissioni del Segretario siano accolte un altro spazio commissariato: Da chi? Quale corrente avrebbe buon gioco? Interrogativi pesanti anche perché, non va sottaciuto il nodo delle candidature nelle liste.

Nel Pd calabrese la protesta, razionale e ragionata, quasi democraticamente necessaria, incalza ed ha coinvolto i democratici riformisti, i laburisti democratici, gli ortodossi di sinistra: ne è scaturita dopo una partecipata assemblea un documento “tradotto” in una lettera aperta inviata al segretario Letta. Ovviamente con “preghiera di risposta”. Il consistente gruppo è in attesa almeno a quanto si sappia. Una lettera in cui sono focalizzate tutte le criticità del Partito dem calabrese. In un quadro di riferimento complesso che va dalla gestione commissariale messa sotto accusa alla necessità di definire una strategia condivisa per le elezioni. Una partita che il Pd -e ne sono convinti gran parte delle sue strutture- gioca a perdere. Il commissario Graziano alle sollecitazioni a dimettersi non mostra reazioni ma invece procede a nomine importanti che sarebbero assegnate -sostengono dunque in tanti- nell’ambito di un gruppo ristretto di cui il commissario si fida ciecamente. E questo è un altro nodo scorsoio nel PD di Calabria.

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