Per Catanzaro solo "schiaffi" e briciole di torte: i piagnistei postumi non fanno effetto

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images Per Catanzaro solo "schiaffi" e briciole di torte: i piagnistei postumi non fanno effetto

  28 dicembre 2022 09:53

di ENZO COSENTINO

E’ sicuramente un brutto periodo – questo di fine anno 2022- per la Città di Catanzaro, Capoluogo di Regione. Liberi di dire ciò che vogliono i politici di vertice, anche che i rispettivi partiti sono in ripresa. Mentre, invece, è l’esatto contrario. C’è turbolenza ovunque. A destra, a sinistra, al centro.

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Una debolezza, quella della politica catanzarese, che permette alle realtà politiche di altri territori ragionali di salire in cattedra e ottenere sempre le fette più grandi e dolci della torta di risorse economiche. Recente è lo schiaffo in faccia – che grida  vendetta - subito con l’istituzione e la assegnazione all’Unical della seconda facoltà di medicina. Una operazione di forte arroganza politica che depaupera la prima facoltà di medicina assegnata – questa, si, è stata una scelta intelligente senza i cattivi odori del campanilismo calabrese- all’Università Magna Grecia di Catanzaro. Una facoltà che è cresciuta diventando anche importante punto di riferimento per tanti studenti calabresi orientati al conseguimento della laurea in medicina nella loro terra. A posteriori, dopo la decisione delle autorità governative, l’alzata di scudi dei politici catanzaresi per la disgregante decisione.

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Piagnistei da coccodrillo? Amara realtà che la dice lunga quanto conti la classe politica catanzarese. Allora? O si esce dal torpore oppure il destino del Capoluogo di regione non è affatto roseo.

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E l’ultima beffa - ce la siamo meritata? - la non ammissione a far parte di “Progetti speciali” per l’attività teatrale per solo tre posti finanziabili. La domanda della Fondazione Politeama non è stata ammessa. E in questo frangente c’è anche chi ironizza: di questi passi da zoppi e da zombi anche il rischio che tolgano a Catanzaro il pennacchio di Capoluogo della Calabria. Ma se Catanzaro deve restare solo con il Pennacchio e il cappello in mano facciano pure.

Occorre far tesoro, invece, di queste sconfitte e passare veramente all’offensiva, senza offendere ma con autorevolezza. L’autorevolezza di una classe politica da rinnovare, comunque. E nessuno dimentichi che: chi è causa del suo mal pianga se stesso. Si approssima un nuovo anno. Migliore augurio non può non essere questo per Catanzaro e le sue comunità: sia veramente l’anno della rinascita.

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