
di SETTIMIO PAONE
Ci sono storie che non fanno rumore. Non occupano le prime pagine con clamori o polemiche. Sono storie silenziose, fatte di passi lenti, di occhi bassi e di mani che tremano nel bussare a una porta. Ma proprio per questo, quando trovano ascolto, diventano le più belle da raccontare. È una di queste storie che nei giorni scorsi ha attraversato le stanze del Municipio di Montauro. Una donna, segnata da gravi difficoltà economiche, aveva perso la propria casa. All’improvviso si era ritrovata senza un tetto, senza quella sicurezza semplice e fondamentale che ogni essere umano dovrebbe poter chiamare casa. Non c’erano più pareti a proteggerla, né una porta da chiudere la sera per sentirsi al riparo dal mondo.
Con il coraggio che spesso nasce solo dalla disperazione, la signora ha trovato la forza di recarsi in Comune. Non è stato un gesto facile. Varcare quella soglia significava raccontare la propria fragilità, mettere nelle mani degli altri la propria speranza. Davanti a lei c’era il Commissario Prefettizio del Comune di Montauro, Francesco Giacobbe. Ascoltata la storia, compresa la gravità della situazione, il Commissario non ha esitato. Non c’è stato spazio per rinvii o attese burocratiche. Fin da subito ha attivato gli uffici competenti, mettendo in moto quella macchina amministrativa che, quando è guidata dalla sensibilità, sa diventare strumento di umanità.
Tra i primi ad intervenire sono stati i vigili urbani, guidati dal comandante Francesco Pisano, che hanno effettuato una ricognizione accurata per comprendere fino in fondo la situazione. Una verifica puntuale, fatta non soltanto con il rigore del dovere ma anche con quella discrezione che si deve a chi vive momenti difficili. Una volta redatta la relazione, il Commissario ha immediatamente coinvolto l’Ufficio Tecnico, chiedendo di individuare tra gli immobili di proprietà comunale una soluzione abitativa idonea. È iniziata così una vera e propria corsa contro il tempo. Non era soltanto una questione amministrativa: era la lotta per restituire a una persona la dignità di una casa. Giorni di lavoro silenzioso, di verifiche e di responsabilità condivise, fino a quando la soluzione è finalmente arrivata. Con delibera del Commissario, è stato assegnato alla signora un alloggio comunale, con un canone adeguato alla sua condizione economica.
Un gesto concreto. Una risposta umana prima ancora che istituzionale. In quella casa non ci sono solo muri e finestre. C’è la possibilità di ricominciare. C’è la serenità di una sera in cui poter chiudere la porta e sentirsi di nuovo al sicuro. Questa piccola grande storia racconta qualcosa di profondo: che il buon governo non si misura soltanto nei numeri o nei documenti, ma nella capacità di ascoltare e nella sensibilità di chi decide. E mentre Montauro vive settimane di fermento, con uomini e donne che con passione e senso civico si preparano a costruire le compagini elettorali che si sfideranno fino all’ultimo voto per guidare questo splendido borgo delle colline ioniche catanzarese, l’opera del Commissario Francesco Giacobbe continua a distinguersi per impegno e dedizione. Un lavoro spesso silenzioso, lontano dai riflettori, ma capace in molti casi di superare anche le più rosee aspettative per una amministrazione commissariale. Perché a volte la buona amministrazione si vede proprio così:
nel momento in cui qualcuno bussa a una porta con il cuore pieno di paura… trova dall’altra parte qualcuno disposto ad aprirla.
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