"Personale Ata non di ruolo in servizio fino a 70 anni per maturare i requisiti minimi pensionabili". Importante pronuncia del giudice del lavoro di Catanzaro

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Il Tribunale di Catanzaro
  26 maggio 2020 13:06

Il Tribunale di Catanzaro ha dichiarato il diritto del personale A.T.A. non di ruolo di rimanere in servizio sino al compimento dei 70 anni al fine di raggiungere i requisiti minimi pensionabili.

Il 15 maggio scorso il Tribunale di Catanzaro, sez. lavoro, ha emesso Ordinanza n. 2076/2020 di accoglimento totale con la quale ha ordinato al M.I.U.R. di reinserire la sig.ra G.R. nelle graduatorie permanenti ad esaurimento del personale A.T.A. della Provincia di Catanzaro, sino al compimento del 70esimo anno di età, per permettere a quest’ultima di raggiungere i requisiti minimi pensionistici.

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La vicenda: la sig.ra G.R., difesa dallo studio legale Russo nelle persone degli avvocati Yves Catanzaro e Danilo Russo, era stata esclusa d’ufficio dalla graduatoria provinciale del personale A.T.A. per raggiunti limiti di età (67 anni) senza che fosse accertata la mancata maturazione in suo favore del requisito minimo contributivo (pari al versamento per venti anni dei contributi previdenziali) necessario per accedere al trattamento pensionistico.

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Il Giudice ha ritenuto condivisibile il recente orientamento giurisprudenziale nazionale e comunitario secondo cui, riguardo al personale docente non di ruolo – principio estensibile al personale scolastico A.T.A. non di ruolo – è applicabile la clausola di salvaguardia di cui all’art. 517 del T.U. sulla scuola, che applica le disposizioni del personale di ruolo a quello non di ruolo in quanto compatibili. Ciò perché il diritto al conseguimento dei requisiti minimi di anzianità per il pensionamento è avvertita anche dal personale non di ruolo.

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Inoltre, risulta notevolmente importante il mantenimento della mera iscrizione nelle graduatorie del personale precario, proprio in ragione del fatto che si tratta di una situazione di precarietà in una fase della vita dell’iscritto in cui la collocazione in altri ambiti lavorativi risulta, secondo l’id quod plerumque accidit, quasi del tutto preclusa.

È stata sicuramente una pronuncia importante - dichiarano i legali Catanzaro e Russo - questa statuizione segna un cambio di rotta che permetterà di dare maggiori garanzie ai diritti dei precari della pubblica istruzione senza più disparità di trattamento tra docenti, o personale A.T.A., di ruolo e precari”.

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