
di GABRIELE RUBINO
L'allerta rossa di questi giorni ha focalizzato l'attenzione sul meteo, ma al Comune il nodo principale restano le sorti della Catanzaro Servizi. La partecipata, come non mai a rischio crac finanziario, sta vivendo giornate di passione. Scadenze, piani di rientro, affidamenti, stipendi arretrati, pareri della Corte dei Conti e tanta precoccupazione perché se va a picco si tira con sé anche il Comune stesso.
Sono le ore del piano di risanamento. Quello che sarà esposto in Tribunale e quello che è stato illustrato in una riunione con i sindacati. questi ultimi hanno sostanzialmente avallato il programma ma ci sono state divergenze sui tempi dello sblocco dei pagamenti. Il sindaco Fiorita aveva annunciato che sarà lo stesso Comune a farsene direttamente carico (opzione prevista dalla legge) ma i sindacati vorrebbero vedere saldate le spettanze degli oltre cento dipendenti in pochissimi giorni. Al momento, il Comune ha propsettato il pagamento di parte di dicembre la settimana prossima e la mensilità di gennaio nella settimana successiva. In queste ore si proverà a fare ancora più in fretta.
Si diceva del piano di risanamento, ossia di come la società intende rientrare dal debito. Atto fondamentale per la procedura attivata con la Camera di Commercio in tribunale per (r)assicurare i creditori. Come anticipato nell'ultima puntata di Catanzaro Capitale, l'ossatura dovrebbe essere la seguente. Catanzaro Servizi ha un debito complessivo di circa 4,5 milioni di euro. Il 'recupero' è previsto avvenire in dieci anni. Come? Forse con un'operazione straordinaria come la vendita di un immobile a viale De Filippis e, poi, come di consueto, affidando nuovi servizi. Quattro sarebbero pressoché immediati. Assistenza tecnica, manutenzione strade, verde pubblico e lampade votive. Per altri due ci vorranno mesi: gestione del terzo specchio d'acqua nel porto e nuovi impianti pubblicitari. Un altro necessita di molto più: il forno crematorio. Si conta di ottenere utili per circa 350 mila euro all'anno per due lustri. La soluzione è flessibile e potrebbe essere integrata. Ad esempio, si pensa alla segnalitca, supporto finanziario e qualcos'altro. Da Palazzo De Nobili contano sullo 'scudo' della Corte dei Conti.
Lato personale, va detto che alcuni dipendenti saranno 'assorbiti' da Sorical, una volta che la società regionale subentrarà nella gestione del servizio idrico comunale. Non è da escludere un concorso che riconosca qualche forma di premialità ai dipedeneti della società affinché entrino nei ruoli comunali. Ma questo è un discorso che sarà affrontato più avanti.
Il piano di risanamento sostanzialmente plasmerà il nuovo piano industriale che sarà sottoposto al Consiglio comunale la prossima settimana. C'è da scommettere che non sarà certo una passeggiata e che non mancheranno i momenti di tensione. Ma, ormai, siamo alle battute decisive per capire se la Catanzaro Servizi fallirà o meno.
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