Piano industriale per Catanzaro, dopo l'approvazione in Consiglio il dibattito continua nel PD

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  07 febbraio 2026 21:53

L’approvazione del Piano Industriale 2026-2028 di “Catanzaro Servizi”  da parte del Consiglio Comunale ha chiuso soltanto un momento del focoso dibattito sia nell’aula rossa che all’esterno fra le forze politiche lascia spazio per interventi e polemiche.

Nel dibattito esterno registriamo una nota stampa a firma di Antonio Ionà, membro della Commissione di Garanzia del Pd. Sostiene l’esponente dem: 

"L’approvazione in Consiglio comunale del piano industriale 2026–2028 di Catanzaro Servizi, accompagnata dall’affidamento di nuove attività, rappresenta un passaggio necessario ma, purtroppo, non sufficiente.

Per quanto rimetta al centro il destino e i bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori, da settimane in una condizione di forte sofferenza, tuttavia non può e non deve essere considerata un traguardo ma, al contrario, deve rappresentare un nuovo punto di partenza: l’inizio di un percorso di crescita e consolidamento che si preannuncia complesso e tutt’altro che scontato per la società partecipata.

 Non è più rinviabile, infatti, la riflessione che vada oltre la sola, per quanto sacrosanta, tutela dei dipendenti e delle loro famiglie in quanto gli interventi emergenziali sull’immediato non sono più sufficienti. Occorre una visione manageriale, capace di rafforzare e rilanciare Catanzaro Servizi, perché il perdurare dell’attuale impostazione rischia, nel medio-lungo periodo, di condurre a un inevitabile fallimento, con ricadute che nessuno dovrebbe auspicare, tantomeno per logiche di bassa e personalistica politica.

Se si continua a immaginare il Comune come unico committente della società, così come avvenuto finora, è evidente che i flussi di cassa risulteranno strutturalmente insufficienti. In questa prospettiva, più che discutere di riduzioni del personale, sarebbe necessario ragionare su un ampliamento della pianta organica, così da rendere finalmente possibile quanto già previsto dallo statuto: l’erogazione di servizi non solo al Comune, ma anche a soggetti terzi, garantendo entrate diversificate e non meramente circolari.

Catanzaro Servizi può e deve evolversi. La creazione, ad esempio, di un ramo d’azienda dedicato alla progettazione, pianificazione, monitoraggio e rendicontazione dei fondi europei, nazionali e regionali, rappresenterebbe una scelta più che azzeccata. Da un lato assicurerebbe al Comune flussi finanziari costanti e, dall’altro, consentirebbe l’assunzione di figure altamente qualificate che, troppo spesso, sono costrette ad abbandonare il territorio per trovare opportunità di lavoro altrove.

 In questo modo si doterebbe l’Ente di una macchina amministrativa efficiente e strutturata, capace di trasformare le risorse derivanti dai bandi pubblici — oggi spesso perse o destinate alla restituzione — nelle fondamenta su cui costruire una nuova Catanzaro. Al contempo si creerebbero nuovi posti di lavoro di cui la città ha urgente bisogno trovandosi in una profonda crisi occupazionale e demografica.

Catanzaro Servizi, dunque, da mero esecutore di compiti a hub strategico di servizi e progettazione, intraprendendo quindi un percorso di "internalizzazione strategica" e puntando ad assurgere a soggetto aggregatore di servizi per più comuni limitrofi. In tal modo si garantirebbero modelli di economie di scala vantaggiosi per l’intero territorio, agendo nell'interesse di soci pubblici coordinati, e dando un volto concreto al tema della “Grande Catanzaro”.

Inoltre, non sarebbe irrealistico immaginare che questi gruppi di lavoro possano trovare sede nei locali di Catanzaro Servizi al Parco Romani, trasformando così un freddo piano industriale in una concreta e credibile storia di rinascita."

 Antonio Ionà, membro della Commissione di Garanzia del Partito Democratico 


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