Piano Strutturale di Catanzaro, i dubbi di Eugenio Riccio: “Rischio di disinteresse della città”

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Eugenio Riccio
  04 dicembre 2021 08:55

“Il Piano Strutturale Comunale (P.S.C.) è uno strumento di pianificazione urbanistica generale che viene predisposto dal Comune sul proprio territorio, per delineare le scelte strategiche di sviluppo e per tutelarne l'integrità fisica ed ambientale del territorio, nonché tracciare l'identità sociale, economica e culturale comunale”. Lo afferma Eugenio Riccio, consigliere comunale di Catanzaro. 

“Fin qui la definizione nuda e cruda, specificatamente tecnica. Di fatto il PSC è un atto di indirizzo che serve a tracciate lo sviluppo urbanistico di una città. Inutile dire che in una città come Catanzaro il PSC è fondamentale dopo i disastri urbanistici che dal dopo guerra in poi hanno reso un territorio, che poteva avere uno sviluppo ordinato e armonico, complesso e difficoltoso. Sull’altare della speculazione edilizia dei potentati di turno si è devastato il centro storico e si è reso il resto del territorio un corpo quasi amorfo e illogico. Dove si sarebbe potuto costruire in modo moderno e razionale si è preferito realizzare periferie senza senso e urbanisticamente irregolari. Basti pensare che la pianura della Fiumarella (l’antico fiume Zaro) poteva essere ordinatamente disegnata con tre semplici strade lineari (Rende, ad esempio, è costruita su due assi viari: viale della Resistenza e via Matteotti con l’aggiunta di via Don Minzoni nulla di trascendentale ma logicamente costruita con palazzi veri e non casupole e capannoni) collegate da normali traverse e non seguire, come purtroppo avvenuto la linea fluviale. E ancora, in quest’area di collegamento tra il centro storico e il quartiere marinaro si sarebbero dovuti costruire quartieri con piazze e viali alberati e non un insieme di capannoni, casupole e palazzi di edilizia popolare ubicati a macchia di leopardo. A Via Lucrezia della Valle, ad esempio, bastava seguire il corso stradale con la costruzione di fabbricati sistemanti linearmente con ai piani bassi la realizzazione di attività commerciali per cambiare il volto di una città costruita senza un minimo di visione. Per dirla alla catanzarese “all’ammuzzu”. Identico ragionamento si poteva fare su via Nazionale e su viale Magna Grecia. Mentre il centro storico veniva sventrato e i grandi palazzi costruiti nei timponi e nei burroni come quelli che hanno dato vita a via Carlo V, in pianura si costruiva in modo indecente. E, in questo quadro dal tema “come non costruire una città”, non è da meno il quartiere Lido. Ecco, allora che strumenti come il PSC, il POC (Piano Operativo Comunale)  e soprattutto le STU (Società di Trasformazione Urbana) sono fondamentali per una città come Catanzaro a patto, però, che non mettano mano i soliti potentati economici senza scrupoli, quelli che per accontentare l’amichetto di turno gli permettono di costruire “alla minda futtu””, continua Riccio.

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“Ed ecco che in questo caso la politica, quella alta, è fondamentale. Il problema è, però, trovare a Catanzaro la politica vera. Quella fatta di politici innamorati della propria città che abbiamo una visione e abbiano il coraggio di cambiarne il volto, come ha fatto, ad esempio De Luca a Salerno. In questo caso la politica non deve demandare ai tecnici, ma deve dare indirizzi chiari e inequivocabili. Disegnare con il cuore e con la mente la nuova Catanzaro.

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Le potenzialità e gli strumenti ci sono. Ci meraviglia, quindi, che nella riunione avvenuta nei giorni scorsi tra i tecnici del PSC e i consiglieri comunali alcuni di questi hanno preferito abdicare delegando a tecnici esterni (quanto sarebbe stato bello avere la famigerata diretta streaming).

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Ben venga l’intervento di terze parti professionalmente preparate a patto, però, che tutto questo avvenga dopo che gli esponenti politici designati dai cittadini espleti il proprio compito di controllo e di indirizzo. Soprattutto su un tema importante come quello di cui stiamo parlando. Identica cosa si deve fare con i sistemi di mobilità che sono parte integrante di questa discussione. Tant’è che nella relazione illustrativa del quadro conoscitivo del PSC di Catanzaro la nuova metropolitana è parte integrante. E allora c’è da chiedersi come mai un’opera di questo tipo, che sarebbe potuta servire a ridisegnare urbanisticamente una grande area del territorio comunale di Catanzaro, nasce già “vecchia”. Ovunque le metropolitane si realizzano nel sottosuolo e sfruttano il percorso soprastante come piano viario e o piste ciclabili. A Catanzaro, invece, le piste ciclabili verranno costruite seguendo in parte il percorso della metropolita. Ma la cosa ancor più grave che la stessa metropolitana sarà alimentata da treni diesel e non elettrificata, dalla serie: qui siamo fermi a 30 anni fa. Allora c’è da chiedersi la politica a Catanzaro esiste veramente oppure esistono dei pupari che muovono le fila mentre dei pupazzi fanno finta di muoversi? La risposta è scontata. A tal proposito chiediamo che si apra un dibattito pubblico sul nuovo PSC e sulla nuova metropolitana di Catanzaro. Un dibattito in cui progettisti e tecnici si siedano davanti ai cittadini e spieghino cosa si vorrà fare di Catanzaro”, conclude Riccio.

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