
di PIERO MASCITTI
Stimo da sempre Buttafuoco da quando a 16 anni pur essendo di sinistra giocavo nella Fiamma, la squadra di pallacanestro del Msi. Non era un'adesione ideologica ma una sana convivenza con ragazzi uniti da una passione sportiva: la pallacanestro.
Partite per tutta la Calabria e campionati meravigliosi in Italia con coetanei fantastici. La Fiamma Catanzaro non era un covo di fasci come
come si potrebbe pensare ma era costituita da ragazzi di diverse estrazioni politiche. Credo un unicum in Italia.
In quegli anni felici si rideva si scherzava e s'intrecciavono amicizie che duravano un vita. Non ho mai avuto pregiudizi e guardare e frequentare ambienti di destra.
Il mio amico Aldo Costa, poco chi piu ventenne scrisse un testo che ancora oggi è la bibbia per i ragazzi di destra. Da subito mi appassionai ai due intellettuali di riferimento della destra italia Pierangelo Buttafuoco e Marcello Veneziani: due geni.
In seguito frequentai altre scuole di pensiero per avere una formazione culturale e politica completa, però un incontro sconvolse la mia vita. Quando avevo neanche 30 anni e lavoravo per la rubrica Tv 7 andai a Cape Town e frequentai L'Anc di Nelson Mandela per un anno, con il mio amico Paolo Di Giantonio, inviato di guerra del Tg 1
intervistammo Nelson Mandela.
Fu l'incontro della mia vita e pensai di aver incontrato il più grande leader di tutti tempi, cosa che penso tutt'ora. Un 'opinione condivisa da molti
nel mondo. Tornando a Buttafuoco penso che passerà alla storia come il migliore presidente della Biennale di tutti i tempi. Ha confermato la direzione festival del cinema per Alberto Barbera, una voce tra le più influenti del cinema internazionale che il mondo c'invidia. Ha nominato un'importante critica sudafricana, che ha elaborato uno sguardi inedito dei sud del mondo. Aria nuova.
Lontane dalle decadenti e mafiose lobby dell'arte contemporanea. Non vi sono artisti italiani non per pregiudizi estetici ma semplicemente perché non esiste in Italia un sistema arte contemporanea sano.
Non abbiamo un vero museo internazionale al pari della Tate modern o il Moma ol Centre Pompidou. L'arte italiana è in mano a due o tre gallerie che con il controllo militare delle partecipazioni alle grandi fiere internazionali non hanno allevato o scoperto veri talenti ma imposto gusti e manipolato collezionisti e usando alcuni giornalisti corrotti usate come cassa di risonza non per la arte ma per le loro tasche. Vi sono
artisti di grande talento in Italia ma non appartenendo ai potentati dell'arte non riescono ad emergere.
Bisogna rifondare il sistema dell'arte italiano ammalato. Bisogna creare un sistema formativo per conservatori come quello francese. Bisogna fare un codice legistativo per l'arte contemporanea e dare fondi per i giovani arti: per fare studi e formazione continua e viaggio all'estero.
Io penso concludendo che la prossima Biennale arte sara molto bella. Io ci sarò: viva Venezia e la viva l'arte.
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