Pileggi: "Cesare Mulè, una piazzetta che restituisce la memoria"

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  07 novembre 2026 18:41

di CLAUDIO PILEGGI*
 
Ci sono intitolazioni che vanno ben oltre il semplice gesto di assegnare un nome a uno spazio pubblico. Quella celebrata oggi, con la dedica della piazzetta antistante Palazzo De Nobili a Cesare Mulè, è una di queste. È un riconoscimento che restituisce alla memoria collettiva della nostra città una figura che ha rappresentato un punto di riferimento importante nella storia politica, culturale e amministrativa di Catanzaro.
 
Parlo di questa giornata con particolare soddisfazione, anche nella mia veste di componente della Commissione Toponomastica, organismo che ha il delicato compito di contribuire a preservare e valorizzare la memoria di donne e uomini che hanno lasciato un segno nella storia cittadina. Ma lo faccio soprattutto con una partecipazione emotiva che nasce da un legame personale e familiare con Cesare Mulè, fraterno amico di mio padre e amicizia condivisa anche dalle nostre famiglie.
 
Cesare era una persona alla quale ci legava affetto, stima e riconoscenza. Un uomo di grande cultura, sensibilità e profondo amore per Catanzaro, capace di guardare alla città non soltanto attraverso le esigenze amministrative dell' epoca, ma soprattutto attraverso la sua storia, la sua identità e le sue potenzialità. Per lui, come hanno ricordato i figli, Catanzaro era la città più bella del mondo. 
 
La sua esperienza di sindaco, a cavallo degli anni settanta e ottanta, ha rappresentato una stagione significativa per la nostra comunità. Ricordarlo oggi significa riconoscere il valore di una persona che ha dedicato una parte importante della propria vita al servizio della città, con una particolare attenzione alla cultura, alla bellezza e alla valorizzazione del patrimonio storico e artistico.
 
Per me, tuttavia, come dicevo, questa intitolazione ha anche un significato ancora più intimo, che si intreccia con la storia della mia famiglia e, in particolare, con quella di mio padre, il pittore Tony Pileggi.
 
Negli anni Settanta, proprio durante l'amministrazione guidata da Cesare Mulè, mio padre realizzò importanti opere artistiche per il Comune di Catanzaro. Tra queste, lo Stemma ufficiale della città, un'opera che rappresenta ancora oggi un elemento importante dell'identità istituzionale e della storia cittadina, oltre ad altri lavori artistici presenti all'interno di Palazzo De Nobili, tra i quali i ritratti di tre sindaci, Pucci, Morisciano e Bova.
 
Quello tra Cesare Mulè e Tony Pileggi era un legame che andava oltre la collaborazione artistica e professionale: un rapporto di stima, amicizia e condivisione di valori tra due persone che, attraverso ruoli e sensibilità differenti, hanno contribuito a lasciare una traccia nella storia della nostra città.
 
Ecco perché vedere oggi il nome di Cesare Mulè proprio davanti al Palazzo Comunale, luogo nel quale si è svolta una parte importante della sua vita amministrativa e culturale, suscita in me un'emozione particolare, ancora di più se penso che si trova a poche decine di metri da via Antonio Pileggi, la strada intitolata a mio padre qualche anno fa. 
 
Evidente quindi che la scelta di questo luogo sia particolarmente significativa. La toponomastica non deve essere soltanto una questione di denominazioni, ma uno strumento attraverso il quale una comunità racconta sé stessa, riconosce i propri protagonisti e trasmette alle nuove generazioni il valore della propria storia.
 
Intitolare una piazzetta a Cesare Mulè significa anche invitare i cittadini, soprattutto i più giovani, a conoscere meglio una stagione della vita cittadina e una personalità che merita di essere ricordata e approfondita.
 
Desidero esprimere il mio apprezzamento per questa iniziativa e per quanti hanno contribuito a renderla possibile. È importante che Catanzaro continui a recuperare e valorizzare la memoria dei suoi protagonisti, senza dimenticare coloro che, con il proprio impegno, hanno contribuito alla sua crescita.
 
Oggi, davanti a Palazzo De Nobili, non è stato semplicemente scoperto un nome. È stato restituito alla città un pezzo della sua memoria.
 
E per me, che ho avuto il privilegio di conoscere Cesare Mulè sin da quando ero bambino e di condividere con lui e con la sua famiglia un rapporto di autentica amicizia, questo momento rappresenta anche un ideale abbraccio tra il ricordo di una persona cara, la storia della mia famiglia e l'amore profondo per Catanzaro.
 
*Componente della Commissione Toponomastica del Comune di CatanzaroComponente della Commissione Toponomastica del Comune di Catanzaro
 

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