
Nelle stanze di Palazzo De Nobili sono iniziate le grandi manovre in vista delle ormai prossime elezioni amministrative e, con ogni evidenza, anche delle elezioni politiche. Manovre che il sindaco Nicola Fiorita conduce applicando quel cinismo politico di cui, in questi quattro anni, ha dato più volte prova con grande disinvoltura e opportunismo.
L’ultimo esempio è la revoca dell’assessore Vincenzo Costantino. Il comunicato dell’amministrazione comunale giustifica così la necessità del piccolo rimpasto in Giunta: «Il senso politico di questa scelta è tutto qui: mettere l’amministrazione nelle condizioni di affrontare con la massima efficacia il tratto conclusivo del mandato».
Le parole scelte da Palazzo De Nobili sono piuttosto eloquenti. Se la sostituzione di Costantino serve a garantire “la massima efficacia” nella parte conclusiva della consiliatura, significa evidentemente che l’assessore revocato non veniva più ritenuto in grado di garantirla. La sua cacciata rappresenta quindi una clamorosa bocciatura politica di un assessore scelto dallo stesso Fiorita. Ed è l’ennesima.
Il “senso politico” richiamato dal sindaco sembra dunque coincidere soprattutto con l’esigenza di preparare il terreno alla prossima campagna elettorale per le comunali. Lascio ai neofiti della politica un’interpretazione diversa. Così come è giusto lasciare alle riflessioni dell’ormai ex assessore Costantino quanto accaduto: nella breve nota diffusa ieri non ha certamente nascosto il proprio dispiacere. È il dispiacere di chi fino a ieri era considerato funzionale al progetto politico di Fiorita e oggi, improvvisamente, non lo è più.
Del resto, attraverso i continui rimpasti di Giunta, Fiorita ha già dato ampia dimostrazione di un cinismo rivolto soprattutto alla propria sopravvivenza politica. La promozione in Giunta di Salvatore Bulotta, persona certamente capace e preparata alla quale rivolgo un sincero augurio di buon lavoro, libera inoltre una casella molto importante come quella del capo di Gabinetto del sindaco.
Anche su questo fronte il sindaco è riuscito a distinguersi: in quattro anni di amministrazione, ai numerosi rimpasti si sono accompagnati anche gli avvicendamenti alla guida del suo Gabinetto. Il prossimo, o la prossima, sarà il terzo capo di Gabinetto.
È quindi inevitabile chiedersi se il senso di questa operazione, che per Costantino assume i contorni di una vera e propria decapitazione politica, sia legato anche alla necessità di individuare un nuovo capo di Gabinetto funzionale alla costruzione del progetto elettorale di Fiorita, tanto in vista delle prossime comunali quanto nel quadro delle manovre che inevitabilmente riguarderanno anche le elezioni politiche.
Basterà attendere poco e la collettività potrà comprendere meglio quale disegno stia prendendo forma nelle stanze di Palazzo De Nobili. Una cosa, però, appare già evidente: quanto avvenuto avrà certamente un “senso politico” ed elettorale per Nicola Fiorita, ma difficilmente produrrà un impatto positivo sull’amministrazione di una città ormai allo sbando.
Pierpaolo Pisano FDI Catanzaro
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