Polemiche nella Federazione nuoto calabrese, proteste dei genitori per le porte chiuse

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  02 novembre 2026 22:29

 

Non si placa il clima di tensione attorno alla Federazione Italiana Nuoto in Calabria. Alle contestazioni che hanno investito il presidente del Comitato regionale, Alfredo Porcaro, e l'intero organismo federale si aggiunge la protesta dei genitori dei giovani nuotatori agonisti, contrari alla decisione di disputare a porte chiuse le gare presenti nel calendario invernale. Le polemiche sono divampate anche sui social, invasi da commenti e critiche che alimentano il malcontento sulla gestione dell'attività natatoria.A innescare questo nuovo fronte è il comunicato della FIN Calabria che individua nel Centro Federale di Crotone l'unica sede delle manifestazioni indoor, a causa dell'indisponibilità di altri impianti sul territorio. Le competizioni si svolgeranno senza pubblico, secondo le condizioni previste per l'utilizzo della struttura. Una scelta che ha spinto le famiglie a scrivere all'assessore regionale competente per lo Sport, sollecitando un intervento concreto. «Dietro ogni ragazzo che scende in acqua ci sono mesi, spesso anni, di allenamenti, sacrifici, rinunce e impegno quotidiano», sottolineano i genitori, ricordando come la loro presenza rappresenti un sostegno fondamentale e non una semplice occasione di tifo. Il messaggio è chiaro: lo sport giovanile non può ridursi a entrare in piscina e registrare un tempo. La vicenda riporta al centro dell'attenzione anche l'annoso problema delle infrastrutture sportive calabresi. Il Centro Federale di Crotone, piscina esterna destinata a essere coperta da una tensostruttura per la stagione invernale, non consentirebbe, nelle attuali condizioni organizzative, l'accesso degli spettatori. A questo si aggiungono i disagi logistici ed economici per chi proviene dalle altre province, costretto a raggiungere un'unica sede. Tra le soluzioni prospettate figura l'apertura contingentata al pubblico, nel rispetto delle norme di sicurezza, oppure l'individuazione di strutture alternative. Alla Regione Calabria viene chiesto di promuovere un confronto tra le parti coinvolte, mentre si auspica anche un intervento della FIN nazionale per contribuire a superare le criticità attraverso il dialogo con i gestori degli impianti e l'individuazione di soluzioni condivise, capaci di conciliare le esigenze organizzative con quelle degli atleti e delle loro famiglie. La nuova protesta si inserisce in un contesto già segnato dalle polemiche che hanno coinvolto Porcaro e il Comitato regionale, ampliando il fronte delle contestazioni e sollevando interrogativi sulla programmazione delle attività agonistiche. Resta ora da capire se le istituzioni raccoglieranno le sollecitazioni e favoriranno una soluzione già per i prossimi appuntamenti. Il rischio è che a pagare il prezzo delle difficoltà organizzative siano ancora una volta i giovani atleti, privati della possibilità di condividere con i propri cari i risultati di mesi di sacrifici, mentre il movimento natatorio calabrese continua ad attraversare una fase di forti tensioni.

 

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