di MARIA BOETI
È da un paio d'anni, circa sei, che il Prof. Raffaele Zurzolo ci ha lasciati ma non smette di far parlare di sé.
Infatti, ieri sera a Polistena nella corte di Palazzo Avati alle 21.30 si è voluto onorarlo con la musica, quella napoletana, eseguita dall'orchestra PARTHENOPE e dalla voce squillante di Roberta Cullari.
Raffaele Zurzolo docente nei licei e negli istituti superiori, durante il corso della sua vita si è dedicato alla poesia dialettale, alle liriche, alla prosa, ect. dentro le quali sono stati plasmati personaggi ed eventi.
Un numero uno, dentro di lui, una forza creativa senza pari dove con le parole dialettali riusciva a descrivere famosi e bizzarri personaggi del suo tempo. Un tempo a cavallo fra gli ultimi due secoli, dove le opere hanno coniugato Lingua italiana a dialetto calabrese, con una scomposizione meticolosa dei gesti e dei fatti quotidiani delle genti del sud Italia, lirismo e gergo i suoi punti cardine. Argomenti, quelli da lui trattati sempre all'insegna del moderno e del post-moderno non a caso una poesia dedicata al cambio di moneta ADDIO A LA VECCHIA LIRA. Era sempre propenso a dare origine a liriche che esprimevano esili trame, ma dove venivano narrate storie a volte speziate, altre, condite con magie greco-latine.
Come docente di latino e greco fu sempre amato dai suoi allievi così come dagli amici che incontrava nei pomeriggi in Piazza Vara.
Ieri sera le canzoni in suo ricordo eseguite con gli strumenti che lui tanto amava, in primis il mandolino tutte in dialetto napoletano, alcune fra le tante: U Surdatu ' nammuratu, U Sarracinu, Maruzzella , Fenesta vascia, Indifferentemente.
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