Politiche 2022, Spirlì: "Salvini mi ha chiesto di candidarmi ma preferisco restare al Musaba"

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  05 agosto 2022 10:03

"Nel ringraziare Matteo Salvini per avermi chiesto la disponibilità a candidarmi per le prossime elezioni politiche, ho il piacere di comunicare a tutti voi che ho appena scritto che la mia disponibilità viene meno, non per mancanza di fiducia nel partito, nel suo programma,  nel rapporto amicale ed eterno con il suo segretario federale,  ma solo, e soprattutto, perché io sono già soddisfatto del mio lavoro, del mio impegno nella Cultura e nell’Arte in Calabria: essere vice presidente di una fondazione così importante quale la Fondazione MUSABA - Spatari Maas, mi inorgoglisce e nello stesso tempo mi carica del peso di una responsabilità enorme". Lo scrive Nino Spirlì.

"Ritengo che ai calabresi io possa essere più utile svolgendo un lavoro che so fare, piuttosto che tentando la scalata al palazzo. Nel recente passato ho dato la mia disponibilità ad una sorella, a Jole Santelli, e ad un amico caro quanto fratello, Matteo Salvini. La chiamata era a coprire il ruolo di assessore alla cultura e ai Beni Culturali all’artigianato alla legalità alla sicurezza ai commerci. Con l’onore in più di ricoprire il ruolo di vice presidente della giunta regionale: una giunta regionale diversa, differente eccome , forse anche un po’ strana, voluta per lungimiranza dal presidente Jole Santelli. Sicuramente una giunta che ha consegnato ai calabresi grandi lavori di cui oggi si vede il risultato in molti campi. Di mio, fra tanto (molto) altro, sono riuscito a sbloccare anche oltre mezzo miliardo di euro nel Complesso e intricato mondo della gestione dei Beni Culturali. Ritengo che proprio quelli siano la più grande industria per questa regione che non solo è culla,  ma è anche campo di lavoro per giovani proprio nel mondo dell’arte e dei Beni Culturali stessi. Erano altri tempi. Poi, purtroppo,  la repentina scomparsa di Jole,  mi ha vestito anche del pesante manto della responsabilità della presidenza della regione: non più, dunque, facente funzione in sua assenza,  ma continuatore da presidente del suo incarico. Ho accompagnato i calabresi al voto nell’anno più orribile della storia dell’umanità. Mi pregio di poter dire che la fermezza personale, la preparazione e il temprato carattere, mi hanno consentito di arginare egoisti, egocentrici, violenti, Pretese, e assurde convinzioni di eredità di potere solo per appartenenza partitica o politica. Ho amministrato le cose pubbliche dei calabresi in nome e per conto dei calabresi, senza poter contare per un intero anno della compagnia, dell’aiuto, del sostegno, di alcuno. Alcuno! La politica non è un abito comodo, non è molto spesso un buon abito. Ho avuto modo di parlarne a lungo  con chi ha avuto fiducia in me".

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Dopo questa parentesi sul passato, Spirlì vira sul presente: "Ritengo di poter affermare, senza tema di smentita, che non tutti possono accostarsi alla politica. Vedo in questi giorni una corsa affannata alla bandierina. Non tutti i corridori, a mio parere, possono ritenersi realmente degni di raggiungerla, quella bandierina. sicuramente ai calabresi non servono corridori scomposti alla ricerca di bandierine scomposte. Forse questo è l’ultimo atto, l’ultimo anno buono, alla luce di quanto abbiamo imparato da questa pandemia, per poter decidere in modo sereno, ma duro compatto e spietato, su chi realmente ci debba rappresentare. Disertare le urne oggi sarebbe una follia, ma usare quelle urne come buco di speranza per lavori ai nostri figli (che non arriveranno mai), per posizionamenti personali o ancora per scambi illeciti societari e altro, sia definitivamente da evitare, per non dover sentenziare la fine di una Italia e di una Calabria morale con prospettive di un futuro morale. Grazie, dunque, a Matteo Salvini per la ennesima prova di fiducia nei miei confronti, ma consegno, così come in passato ho fatto per il ticket regionale, nelle sue mani, questa ennesima concessione amicale. Ne faccia buon uso, scegliendo uno SPIRLÌ che non sia Spirlì, tra i tanti pretendenti", ha concluso Spirlì.

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