Polito senza filtri tra mercato e Ceravolo: "È stato fatto un errore, anche da chi ha promesso"

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Ciro Polito, direttore sportivo Catanzaro

  08 settembre 2026 19:37

di FILIPPO COPPOLETTA

“Oggi abbiamo zero punti, dobbiamo lavorare per tirarci fuori, come abbiamo fatto negli anni scorsi”. Ciro Polito non cerca alibi. Nel giorno della conferenza stampa post mercato, il diesse del Catanzaro affronta a viso aperto il momento delicato delle Aquile, reduci da tre sconfitte nelle prime tre giornate, ma rilancia con convinzione il progetto costruito in estate.

Rivendica le difficoltà incontrate in una sessione di mercato definita “più difficile e durissima” rispetto alle precedenti. Il Catanzaro ha cambiato pelle, salutando diversi protagonisti degli ultimi anni e affidandosi a un mix di giovani, scommesse e giocatori in cerca di rilancio. “Sostituire determinati giocatori non è semplice” ammette il direttore sportivo, sottolineando però come per ogni uscita importante fosse già stata individuata un’alternativa. Da Pecorino a Mosti, passando per Ruggero, Pafundi e Dorval, Polito difende le proprie scelte. E se è vero che “il campo dirà quelli che siamo”, ad oggi è proprio il campo a restituito un verdetto pesante in termini di punti, ma secondo il direttore non altrettanto negativo sul piano delle prestazioni. “Abbiamo fatto tre ottime gare, non ci è girata bene. Questo però significa che dobbiamo fare qualcosa in più, magari avere un po’ più di attenzione” ha affermato.

Ma Polito non è l’uomo dei mezzi termini o dei giri di parole. Catanzaro ormai lo conosce. Non nasconde infatti l’amarezza e il fastidio di aver dovuto disputare le prime tre gare in trasferta con la “promessa” di un Ceravolo pienamente disponibile al rientro. “La nostra roccaforte è stata sempre un’arma in più - afferma il direttore - Tornare dopo un mese e non avere lo stadio… per me è stato fatto un errore, anche da chi ha fatto delle promesse” e ravvisa come “tanto valeva giocare in casa dall’inizio e tutte queste problematiche non c'erano”.

Il discorso si è poi spostato inevitabilmente sulle iniziali difficoltà estive. La scelta di Turati, poi sfumata, ha portato alla nomina di Gorgone. “Avevo scelto Turati, mi piaceva il carisma che aveva” ammette Polito, assicurando però che il cambio di allenatore non abbia creato strascichi. “Sono contento per come lavora Giorgio, è una persona straordinaria e mi auguro veramente che possa fare risultati perché se lo merita lui e tutto il suo gruppo”.

Non mancano i rimpianti, soprattutto per alcuni addii. “Mi è dispiaciuto tanto”, confessa, parlando dei giocatori partiti, spiegando di aver fatto proposte importanti per trattenerli. Tra le operazioni sfumate all’ultimo c’è quella di Galazzi. “Mi ha sorpreso - dice Polito - per un mese volevo creare un’alternativa in quel ruolo, ma poi è arrivato il Padova”. E sulle possibili sorprese della nuova squadra, Polito punta sui giovani: “Ci sono ragazzi veramente bravi”. Cita Reita e Cassa, convinto che possano emergere nel corso della stagione.

Sul rapporto tra il mercato e le esigenze di Gorgone, Polito ha rivendicato una costruzione della rosa pensata anche sulle idee del nuovo allenatore. “Io non ragiono per me stesso - ha detto - Prendo l’allenatore e in base alle richieste che ha, a quello che esige, cerco di avvicinarmi”. Il ds ha però ricordato come serva anche pazienza per giudicare i nuovi arrivati ed un pizzico di fortuna, confidando che anche quest’anno diversi giocatori possano sorprendere come nella passata stagione.

Proprio la valorizzazione dei giovani rappresenta uno dei motivi d’orgoglio di Polito. Orgoglio che rimanda inevitabilmente a nomi come Alphadjo Cisse, Mattia Liberali e Costantino Favasuli, oggi sotto i riflettori del calcio italiano nella sua massima serie. “Mi sento autore in prima persona perché sono stati scelti e coccolati e per prenderli ho sudato tanto”. Un lavoro nel quale, secondo il ds, sono stati fondamentali anche il contributo degli allenatori e la già citata componente di fortuna. “Ho creduto in quei ragazzi, è stato bravissimo il mister, siamo stati bravi e anche fortunati”. Un modello che il Catanzaro vuole continuare a perseguire, andando alla ricerca di giovani da far crescere e valorizzare.

Sul fattore piazza, lo aveva già fatto ieri sera al parco della Biodiversità e anche oggi pomeriggio, dinanzi la stampa a Giovino, Polito ha chiesto compattezza e pazienza, ricordando che il Catanzaro non può vivere dei fasti recenti. “È l’anno zero, non possiamo vivere di ricordi. Vi chiedo veramente umilmente di starci vicini, stare vicino a me e ai ragazzi, perché abbiamo bisogno di voi”.

Il messaggio finale è dunque chiaro: nessuna fuga dalle responsabilità, ma nemmeno resa. “Ho fatto una sfida grossa, potevo tranquillamente starmene fermo” dice Polito. “Sono ripartito da qui come ogni anno, come un kamikaze, ancora di più, perché so che è una sfida ancora più difficile”. Ora, però, serve la risposta del campo. E soprattutto quella del “Ceravolo”, che per il ds deve tornare a essere la vera casa del Catanzaro.