Porto Catanzaro, presunta estorsione a un imprenditore: il Comune si costituisce parte civile

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Marinella Giordano, Assessore Sicurezza Catanzaro
  09 luglio 2024 15:53

La giunta comunale, presieduta dal sindaco, ha deliberato, su proposta dello stesso Nicola Fiorita, la costituzione di parte civile dell’Ente nel procedimento penale che vede imputate  davanti al Tribunale di Catanzaro tre persone per una presunta estorsione consumata in danno di imprenditore concessionario della gestione dei pontili presso il porto della città capoluogo. Palazzo De Nobili intende chiedere il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dal Comune in conseguenza dei fatti contestati, nel caso in cui se ne accerti la responsabilità personale degli imputati. Sebbene l’Ente non sia stato individuato come parte offesa, la Cassazione è univoca nell’affermare che il danneggiato, legittimato a costituirsi parte civile, non si identifica necessariamente con il soggetto passivo del reato, ma è chiunque abbia riportato un danno eziologicamente riferibile all’azione od omissione del soggetto attivo del reato. Nel caso di specie, i reati contestati violano gli interessi pubblici del Comune di Catanzaro e il principio di “buon andamento della Pubblica Amministrazione”, causando nel contempo,  altresì, danni all’immagine dell’Ente.
 
“Si è trattato di una scelta doverosa da parte dell’Amministrazione Comunale – ha commentato l’assessore alla Sicurezza, Marinella Giordano – una scelta coerente con quanto abbiamo affermato sin dal nostro insediamento e cioè che la nostra azione di governo sarebbe andata senza tentennamenti verso l’affermazione del rispetto delle regole e quindi del principio di legalità. Con la scelta di costituirci parte civile nel processo, abbiamo voluto mandare un doppio segnale: all’imprenditore, vittima della presunta estorsione, in segno di vicinanza e perché sia chiaro che chiunque può venire nella nostra città a fare il suo lavoro senza timore alcuno e a tutti coloro che, al contrario, dovessero pensare di imporre a Catanzaro regole che non siano solo ed esclusivamente quelle scritte nei codici e nelle leggi”.

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