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Come tornare a scuola a settembre. Linee guida, ecco i "compiti" per le vacanze (PDF SCARICABILE)

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images Come tornare a scuola a settembre. Linee guida, ecco i "compiti" per le vacanze  (PDF SCARICABILE)
Le aule post covid

Firmata l’intesa sulle Linee Guida per ritornare in classe. Dal 1 settembre si rientra per recupero e  potenziamento, ma l’apertura ufficiale, anche se non c’è l’accordo di tutti, parte dal 14 settembre

  29 giugno 2020 17:56

di GIOVANNA BERGANTIN 

L’intesa raggiunta in Conferenza Stato Regioni sulle Linee Guida (LEGGI QUI IL PDF) per la riapertura della scuola a settembre, in presenza e in sicurezza, mette un punto fermo a una questione sospesa che destava preoccupazione alle famiglie con figli in casa. Attesa finita, dunque, riapre la scuola?

Arcangelo Carbone segretario regionale CISL Scuola

Con la pubblicazione del decreto 39 del 26 giugno (allegato), cioè il testo ufficiale e definitivo del nuovo “Piano scuola” adottato dal Governo e concertato con Regioni ed Enti Locali, la partita è all’inizio del primo tempo, ma si può finalmente ragionare su come e con quali misure si deve attuare il rientro in classe. Intanto, l’accordo porta a casa, anzi, è il caso di dire, a scuola, delle risorse: 1 miliardo di euro e una quota dal Ricovery Fund, assunzioni straordinarie di docenti e ATA, interventi sulle strutture scolastiche e sulla annosa questione dei trasporti. Staremo a vedere, poi, in che modo si concretizzeranno queste decisioni. Al momento serve capire come partirà l’operazione e chi deve realizzarla per attuare le linee Guida del Piano. Insomma, chi e come si deve fare per sciogliere i nodi ingarbugliati della riapertura del nuovo anno scolastico. Ogni Regione e ogni Scuola, con gli Enti proprietari degli edifici, Comuni per il primo ciclo e Province per le superiori, hanno le loro criticità da dipanare e contesti complessi da armonizzare con le regole, dettate dal CTS, per la sicurezza sanitaria.

Mimmo Denaro, segretario regionale FLC CGIL

Nel concreto, il Piano ripropone il supporto della struttura nazionale che ha già predisposto le regole per gli esami di Stato in presenza e di un livello operativo con un Tavolo Regionale di confronto e monitoraggio coordinato dall’Ufficio Scolastico Regionale e composto dai Rappresentanti degli Assessorati regionali Istruzione, Trasporti e Salute, Upi, Anci e Protezione Civile. Sui territori, attraverso le Conferenze dei Servizi, l’Ente Locale dialogherà con i Dirigenti Scolastici per analizzare criticità, istanze, interventi e soluzioni da apportare nelle singole scuole. Per tutte le misure contenitive, organizzative, di prevenzione e protezione, da attuare per la ripartenza, bisognerà consultare il Documento tecnico del CTS del 28 maggio 2020 con i suoi aggiornamenti.

Spazi e distanziamento sociale, questo è il primo rebus da risolvere. Le scuole dovranno garantire gli spazi giusti per tutte le ore della giornata, così che la lezione, la refezione, la merenda, la palestra possano svolgersi, ma adeguandosi alle nuove regole. Perché la sicurezza è importante ovunque.

Claudio Sandro Venditti , Forum Ass.Familiari Calabria   

Bisognerà garantire la distanza per ogni Allievo, di almeno 1 metro da bocca a bocca. Anche se, per definire il numero massimo di presenze per classe, si può consultare un “cruscotto informativo”, cioè un sistema informatizzato con l’anagrafe di tutte le strutture fornito dagli Enti Locali.

Poi, toccherà ben modulare il rapporto spazio e tempo scuola settimanale, insieme alla didattica, al di là del sabato libero. Gli spazi interni verranno riorganizzati, privilegiando l’utilizzo di luoghi esterni e di altre strutture disponibili. Perciò si potranno eseguire interventi di “edilizia leggera”, per recuperare e riadattare edifici e spazi alternativi. Entrate e uscite avranno orari scaglionati. Evitati gli assembramenti. Per l’uso di mascherine si deciderà, con gli aggiornamenti del CTS  rapportati al quadro epidemiologico, due settimane prima dell’inizio dell’anno scolastico.

Niente mascherine per i piccolissimi dell’infanzia a cui si riconosce il diritto a spazi di socializzazione, apprendimento, relazione e gioco, ma senza portare nulla da casa e con frequente igienizzazione di ambienti, arredi e oggetti. I loro docenti dovranno indossare visiere trasparenti per essere riconoscibili.

Per organizzare al meglio tutte le attività, ai Dirigenti  viene suggerito di far ricorso alle possibili forme di flessibilità derivanti dall’Autonomia scolastica.

La didattica digitale integrata che abbiamo imparato a conoscere molto bene nel periodo d’emergenza, sarà ancora presente in via complementare solo alle superiori. A studenti e alunni disabili è garantita la lezione in presenza.

Molte saranno le difficoltà da superare per attuare le procedure, ma per i genitori, dice Claudio Sandro Venditti del Forum Associazioni Familiari Calabria, “L’apertura della scuola è un fatto essenziale e non vogliamo si perda altro tempo. Ci vuole uno sforzo da parte di tutte le Istituzioni, senza divisioni, con un lavoro di squadra e una leadership della Direzione Generale della Scuola Regionale che deve saper coinvolgere gli Enti Locali, Comuni e Regione”. Secondo Venditti, i Dirigenti, scuola per scuola, devono preparare “schede sintetiche che riportino le criticità di manutenzione immediata, ordinaria e straordinaria, da fare, magari, con procedure semplificate per gli acquisti sopra soglia”.

Maria Daniela Mauceri, coord. ANIEF Calabria

Più nel merito entra il sindacato.  “Questa emergenza ha tirato fuori quelli che erano già problemi conclamati della scuola - commenta Mimmo Denaro, segretario regionale della FLC CGIL- CalabriaSui tempi sono abbastanza scettico, sono stretti, si rischia di non farcela. Siamo in ritardo. Poi, c’è la questione di come si attiverà, anche se tutto si può fare con sinergia e grande impegno. I fondi annunciati non sono sufficienti, sono un buon presupposto, ma  molto dipenderà da come saranno utilizzati. C’è necessità di rafforzare gli organici e le strutture, ma poi c’è il tema dei trasporti. Vedremo se ci sarà la capacità di mettere in campo le azioni, di coinvolgere i vari attori ai tavoli regionali e territoriali. Noi possiamo attivare conferenze con l’USR, studenti e genitori, invece non ci siamo negli altri livelli, dove rivendichiamo il diritto ad essere presenti. Abbiamo constatato una totale apertura a discutere da parte dell’USR sui temi degli organici e del dimensionamento, per esempio. Adesso ragioniamo sull’organico di fatto e in Calabria abbiamo 240 posti in deroga per tutta la Regione. Questa degli organici sarà una questione chiave”. Altra proposta, del rappresentante regionale FLC CGIL- Calabria, è la riprogrammazione dei Fondi Strutturali finalizzati al prossimo anno, per attivare una didattica che “riduca” le distanze. Inoltre,”la situazione di emergenza ha riproposto la necessità di mettere mano al contratto che risponda anche  a situazioni eccezionali, da non lasciare all’improvvisazione e alle circolari dei Dirigenti, ma inserite in una cornice normativa. I Dirigenti, anche se hanno reagito bene nell’emergenza sono molto preoccupati, disorientati e spesso si sentono lasciati soli”.

Nel commentare il Piano Scuola definitivo il Presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, ritiene corretto “che si passi ad una fase attuativa efficace e risolutiva che permetta di svolgere le lezioni in presenza, possibilmente per tutti gli alunni. È bene, a questo scopo, che dal Recovery Fund, previsto dall’UE per la ripartenza di tutti i Paesi membri, vengano assorbiti per la ripresa scolastica 15-17 miliardi: serviranno per riprogrammare gli organici nel rapporto tra alunni-personale-edifici, per mettere in sicurezza gli edifici scolastici, proprio per il rientro in presenza in spazi riadattati o aggiuntivi, per reclutare il personale tutto. Sono fondi che andrebbero pure a sradicare il precariato, oltre che digitalizzare e innovare le strutture, per garantire una maggiore efficienza della macchina pubblica, anche attraverso voucher formativi e assistenti tecnici digitali, ma anche per dare il ‘la’ a una didattica personalizzata finalmente equa e solidale”. Per la coordinatrice Anief Calabria, Maria Daniela Mauceri  “poiché dal 25 giugno si sono aperti i tavoli Regionali, in Calabria si aspetta a breve la data di avvio. Tra i temi, già in discussione a livello locale, il trasporto scolastico, l’assistenza agli alunni con disabilità, l’eventuale reperibilità di ulteriori spazi per assicurare il regolare svolgimento delle attività didattiche. E’ normale che l’impronta sarà necessariamente operativa e muovendosi dentro le linee guida sarà proporzionata ai fondi stanziati. Sulla base delle Linee Guida le conferenze dei servizi, convocate a livello comunale o provinciale  e richieste anche dai sindacati visto il ruolo determinante delle singole Istituzioni scolastiche (in nome della flessibilità) e degli Enti locali coinvolti, costituiscono così il logico passo successivo come forma di confronto, coordinamento e supporto”.

Arcangelo Carbone, segretario regionale CISL Scuola Calabria  esprime la preoccupazione del Sindacatoperché in questo Decreto, che non è altro che la cornice dentro cui bisogna calare poi, un protocollo d’intesa, non sono definite molte cose, sia in termini di risorse, sia nei limiti delle responsabilità. Per chiarirci aspettiamo che venga definito il protocollo”. In merito all’assenza del Sindacato ai tavoli regionali e territoriali il Segretario Carbone è propositivo ”Un’occasione che perde la politica di metter in campo le parti sociali e poter fruire del quadro oggettivo della situazione scolastica regionale. Noi abbiamo il polso della situazione nelle varie scuole, alcune abbastanza problematiche. Basta pensare al “Berto”, liceo di Vibo, che si è visto sfrattato del proprietario perché la Provincia non ha rinnovato il contratto  con  la nuova sede assegnata, pare, non molto adeguata. D’altro canto, conclude il segretario CISL Calabria- il coinvolgimento a livello nazionale delle Organizzazioni non spiega l’assenza a livello regionale”.

 Ma ci saranno i tempi per attuare la tabella di marcia prevista per ogni Regione? I Dirigenti, su cui ricadrà il più del lavoro, manifestano preoccupazione. Da un veloce giro di informazioni sappiamo che non ci sono ancora convocazioni ufficiali da parte delle Province, anche se sollecitate, e solo qualche interlocuzione informale con i Comuni. Bisognerà correre spediti per non essere fuori tempo massimo e trovarsi spiazzati al rientro settembrino. Di certo c’è che ai Presidi, ai tecnici dei Comuni e delle Province sono stati assegnati i compiti per le vacanze!